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CALCIO SERIE C

Triestina calcio, Gautieri: «L’Unione sconta la rivoluzione ma l’organico c’è»

L’ex tecnico alabardato segue con attenzione il torneo: «Aver cambiato l’intera squadra ha creato problemi»

Antonello Rodio
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Carmine Gautieri quando allenava la Triestina 

TRIESTE Poco più di tre anni fa, Carmine Gautieri approdò sulla panchina della Triestina e dopo aver visto interrotto il cammino dal Covid nel momento migliore della squadra, poi ai play-off fu eliminato dal Potenza agli ottavi solo per un arbitraggio discutibile. L’anno seguente, a novembre 2020, fu invece esonerato quando era a 5 punti dal primo posto, una posizione che da quel momento l’Unione non è più riuscita nemmeno ad avvicinare. L’allenatore napoletano, che per tanti motivi conserva Trieste nel cuore, resta un attento osservatore della serie C.

Gautieri, cosa sta facendo in questo periodo in attesa di qualche nuovo incarico?

Sto andando a vedere tantissime partite dalla serie A alla C, soprattutto i gironi A e B di Lega Pro. Conoscere tante squadre, tanti modi diversi di giocare e vedere giocatori rappresenta un bagaglio importante. Ad esempio pochi giorni fa ho visto un allenamento di Gasperini a Bergamo.

Da osservatore esterno, si è fatto un’idea sui motivi delle difficoltà della Triestina?

Che ci potessero essere dei problemi era inevitabile, visto che è cambiata praticamente tutta la squadra, però un cammino del genere non se l’aspettava nessuno. Anche perché la società ha preso giocatori importanti e per me l’organico è di livello, è una buona squadra. Evidentemente aver cambiato tutto sta creando più problemi del previsto.

Trovarsi inaspettatamente a lottare per la salvezza può essere un tunnel dal quale è difficile uscire?

Trieste è una situazione completamente diversa rispetto ad altre piazze, perché c’è molta pazienza, i giocatori possono vivere sereni nella vita quotidiana e hanno la fortuna di vivere in una città civile, dove il tifo ti aiuta anche nei momenti di difficoltà. E questo per me è un grandissimo vantaggio. Sì, ci sono ovviamente pressioni, ma credo che a Trieste sia più facile uscire da queste situazioni rispetto ad altre piazze molto calde.

Pavanel può essere l’uomo giusto in questo momento?

Penso che abbia dimostrato di essere un allenatore valido, Pavanel in serie C ha fatto sempre bene, anche con esoneri ingiusti come quello dello scorso anno. Quando la Triestina ha deciso di cambiare, credo abbia fatto la scelta giusta perché non solo è un allenatore bravo sul campo, ma conosce anche bene la piazza e merita la massima fiducia.

La prossima settimana ci sarà lo scontro diretto fra Triestina e Piacenza: lei ha seguito molto gli emiliani, che tipo di squadra è?

Una squadra strana, certe partite non meritava di perderle, è in difficoltà ma ha giocatori validi per uscire da questa situazione e non merita questa classifica. La Triestina dovrà fare molta attenzione.

Della sua esperienza a Trieste cosa le è rimasto?

Per me è stata un’esperienza bellissima, ho avuto la fortuna di far parte di una società gloriosa, in una città dove per me è fantastico vivere: a Trieste ho trovato civiltà, cultura e rispetto. Non nascondo che sono felice quando la Triestina vince, auguro ogni bene a questa nuova società e ai tifosi che meritano grandi risultati.

Come prese quell’esonero?

A mio parere fu un esonero che non meritavo, perché eravamo a 5 punti dal primo posto, stavamo facendo un buon lavoro tra tante difficoltà e dieci giocatori col Covid. Ma è andata così, e ringrazio Milanese per avermi dato una grande opportunità.

Il più grande rimpianto?

Mi dispiace solo non aver finito il lavoro, i numeri dimostrano che stavo facendo bene. Comunque devo dire precisare che quando ho avuto l’opportunità di andare ad Avellino ed ero sotto contratto con la Triestina, Milanese si è comportato da vero signore nei miei confronti, e questo mi ha fatto molto piacere.

Con queste premesse, quanto spera in futuro di ritornare a Trieste?

Sono sempre legato a Trieste. Ora non voglio nemmeno parlarne, c’è un bravo allenatore sulla panchina alabardata, ma in futuro un giorno mi piacerebbe tornare per continuare il mio percorso: se fossi stato esonerato da quartultimo o con venti punti di distacco dalla vetta, è normale che non sarei proponibile. Ma essere andato via a 5 punti dal primo posto e valorizzando tanti giocatori, mi fa sperare un giorno di tornare a far parte della famiglia Triestina.

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