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Pillon: «Ho curiosità per questa Triestina, può essere la sorpresa. Il Vicenza è la favorita»

L’ex tecnico alabardato analizza il mercato del girone A: «Non conosco i giovani ma Furlan e Lombardi sono forti»

Antonello Rodio
2 minuti di lettura

TRIESTE Bepi Pillon non è solo un ex tecnico alabardato, avendo guidato la Triestina dal 30 novembre 2020 fino alla fine di quella stagione, ma è soprattutto un profondo conoscitore del calcio triveneto e della categoria.

L’ideale per cercare di capire di che pasta è fatta questa Triestina e come sarà il girone A.

Pillon, qual è la sua impressione su questa Triestina interamente rinnovata?

«Sono davvero curioso di vederla all’opera. Credo sarà una sorpresa per tutti capire come andrà, soprattutto con tanti giovani, e sarà una scoperta anche per me, perché ammetto che in tanti non li conosco».

Ancora presto per capirne dunque il reale valore?

«Credo sia davvero difficilissimo al momento. Hanno cambiato tutto, la nuova proprietà ha voluto dare una svolta netta e devo dire che è stata una vera e propria rivoluzione. Per questo dico che sarà una sorpresa per tutti vedere di cosa sono capaci».

Oltre ai giovani, però, è arrivato anche qualche giocatore di esperienza.

«Sì, soprattutto Furlan e Lombardi sono due ottimi giocatori, in questa categoria possono davvero fare la differenza. E credo che questa formula possa essere quella giusta, ovvero avere 4-5 giocatori esperti insieme a giovani che hanno motivazioni e voglia di fare».

Quanto è difficile per un allenatore assemblare una squadra tutta nuova con venti ragazzi che non hanno mai giocato prima assieme?

«Non è facile, però hanno avuto la fortuna che il campionato è slittato e partirà il 4 settembre. Per cui hanno avuto modo e tempo, in pratica un mese e mezzo, per lavorare. È un periodo sufficiente per poter dare almeno una piccola impronta, ma ovviamente ci vorrà del tempo».

Quanto servirà?

«Servirà più che altro tanta pazienza, la dovranno avere l’ambiente e i tifosi. Ma credo che poi sarà una squadra che potrà dare filo da torcere a tutti. Ma in questo momento, ripeto, è difficile inquadrarla e inserirla in una scala di valori».

Il Vicenza è davvero il grande favorito?

«Ha fatto un mercato davvero importante, è una squadra molto forte, ma c’è un piccolo particolare da non trascurare».

Quale?

«Che chi ci giocherà contro darà sempre l’anima. Le avversarie ci metteranno il doppio delle forze, come succede sempre contro le squadre di grande levatura, in questi casi le piccole danno sempre filo da torcere. Inoltre dovrà fare presto ad ambientarsi nella categoria, perché la serie C non è la serie B».

E Padova e Pordenone come le vede?

«Il Padova ha cambiato tanto ma lotterà fino alla fine. Il Pordenone ha un allenatore di esperienza e si è rinforzato bene, mi sembra una squadra di valore. Tra le favorite ci metto anche la Feralpisalò, che ha un’inquadratura tale che può dir la sua per la vittoria finale. Ma poi ci può essere sempre una sorpresa che si infila, che potrebbe essere proprio la Triestina. Sarà tutto da vedere».

Ha avuto qualche offerta quest’estate per tornare in panchina?

«Qualche telefonata l’ho ricevuta, ma se è una realtà che non mi piace e non mi convince fino in fondo, credo sia meglio aspettare».

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