Samurai, draghi e spettri dal Giappone: i tesori nascosti nel Museo dell’Arte Orientale

Divenute popolari in Europa dopo le Esposizioni Universali di Parigi del 1867 e 1873, le porcellane giapponesi arrivarono a Trieste nelle sacche del personale di bordo delle navi del Lloyd Austriaco di Navigazione. Tazzine decorate con stilizzati crisantemi, teiere con scene di vita quotidiana di geishe e samurai, caffettiere ricoperte d'immagini di severe divinità aureolate, oggetti esotici che si scoprono curiosando nel deposito del Civico Museo d'Arte Orientale. Colpiscono perché non sono mai stati esposti e perché testimoni del peculiare legame esistente tra l'Oriente e Trieste. Qui la loro storia. Le foto sono di Andrea Lasorte

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