Scatta il recupero della tomba Sartorio con la scultura-gioiello di Sanmartino

A Trieste, nel camposanto di Sant’Anna, sotto una della campate dello splendido colonnato neoclassico – la cinquantatreesima per la precisione – è custodita una delle opere di uno dei più sensibili scultori del barocco napoletano. Parliamo di quel Giuseppe Sanmartino autore dell’universalmente conosciuto “Cristo velato”, scultura ospitata nella cappella Sansevero di Napoli, meta di centinaia di migliaia di visitatori. La statua triestina, in marmo di Carrara, rappresenta allegoricamente la “Religione velata”: fu realizzata nel 1786 per la cappella dei Régine a Forio d’Ischia, dalla cui sacrestia scomparve dopo il 1853, e fu successivamente collocata nel cimitero di Trieste tra il 1870 e il 1886, per volere del barone Pietro Sartorio. La statua, esposta alle intemperie nel corso dei decenni, si presenta ora in non buone condizioni: ieri ha preso il via il suo atteso recupero. Foto di Francesco Bruni L'ARTICOLO

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