Abiti, cibo e zaini: la rotta dei migranti passa per la Val Rosandra

Sono già ricoperti di mosche e formiche, come spazzatura riversa fuori da un cassonetto delle immondizie o come una discarica. Invece è la Val Rosandra. Tra i cespugli e in mezzo ai sentieri in questi giorni non è difficile imbattersi in cumuli di vestiti, scarpe, coperte, avanzi di cibo, bottiglie e scatolette. Non sono i resti di qualche pic-nic, ma le tracce dei migranti. È anche da qui che passano i profughi della rotta balcanica: afghani e pachistani, soprattutto, che abbandonano i loro Paesi diretti verso il Nord Europa. L'articolo

Gamberi in stecco con pistacchi e salsa di avocado

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