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Sciopero di venerdì 26 maggio: possibili disagi in autobus e treno

Prevista a Trieste una manifestazione Usb in piazza della Borsa. Autovie, Fit Cisl proclama lo stato di agitazione

Luigi Putignano
Aggiornato 4 minuti di lettura

Il presidio dell'Usb in piazza della Borsa (Bruni)

 

TRIESTE Anche Trieste sarà in una qualche misura coinvolta dallo sciopero generale indetto per domani, venerdì 26 maggio, dall’Unione sindacale di base (Usb) - con l’adesione di Usb Ps e Fisi – per l’intera giornata, come "passaggio importante per la ripresa delle rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici in Italia dentro un’economia di guerra, sia quella in Ucraina sia quella scatenata dal governo Meloni contro le fasce più povere e deboli".

Lo sciopero, che non interesserà i servizi essenziali delle zone dell'Emilia Romagna colpite dall'alluvione, coinvolgerà i settori pubblici e privati.

Autobus a Trieste

La segreteria provinciale di Trieste dell’Usb (lavoro privato, settore trasporti) ha aderito allo sciopero generale nazionale dei lavoratori proclamato per venerdì 26 maggio. Lo sciopero, della durata di 24 ore, interesserà sia il personale viaggiante (conducenti, controllori e verificatori) e sia il personale tecnico e amministrativo.

Nel corso dell’intera giornata potrebbero pertanto verificarsi disagi sia al servizio di trasporto e sia agli sportelli per il pubblico.

Saranno ad ogni modo garantiti tutti i collegamenti tra le 6 e le 9 e tra le 13 e le 16.

Treni

Circoleranno regolarmente le Frecce e gli Intercity di Trenitalia in occasione dello sciopero nazionale del personale del Gruppo FS Italiane proclamato da una sigla sindacale autonoma, in adesione a uno sciopero generale, dalle 9 alle 17 di venerdì 26 maggio. E’ escluso dallo sciopero il personale della regione Emilia Romagna.

Trenitalia si impegna ad assicurare la quasi totalità dei collegamenti, con possibili leggere modifiche al programma dei treni regionali.

Informazioni su collegamenti e servizi anche attraverso l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito web trenitalia.com, i canali social e web del Gruppo FS Italiane, il numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni ferroviarie, le self service e le agenzie di viaggio convenzionate.

Italo

Stop anche ai treni Italo, che sul sito ha pubblicato la lista dei treni garantiti.

Manifestazione Usb in piazza della Borsa a Trieste

Salari che perdono sostanza, inflazione galoppante e questione Wartsila che fa il paio con altre questioni cittadine e regionali. Queste le tematiche affrontate, mercoledì, in un incontro con la stampa, dal segretario provinciale dell'Unione sindacale di base, Sasha Colautti, il quale haspiegato i motivi dello sciopero generale indetto per domani, 26 maggio.

In occasione della manifestazione che si terrà venerdì mattina, dalle 10 alle 13, in piazza della Borsa, verrà affrontato il tema cruciale dei salari: "negli ultimi trent'anni anni - così Colautti - i lavoratori hanno assistito alla riduzione del proprio potere d'acquisto di circa il 12 per cento".

Colautti ha posto l'attenzione sulla crescita dell'inflazione, ricordando che "una famiglia

composta da quattro persone ha perso circa 2500 euro di potere d'acquisto reale solo nell'anno corrente". Inoltre Usb porrà l'attenzione sul degrado delle condizioni

abitative dell'Ater. Trattato anche il tema Wartsila. Per Colautti "come può, della questione, occuparsene un'azienda intenzionata a lasciare il territorio? Su 25 aziende, ne è rimasta solamente una, che è una start-up con 30 dipendenti, che prevede di investire 11 milioni di euro a fronte dei 25 milioni che Wartsila spendeva mensilmente".

Autovie, proclamato lo stato di agitazione

Nel frattempo, oggi, giovedì 25, una nota della segreteria della Fit Cisl informa di uno stato di agitazione proclamato in Autovie Venete: alla base della decisione, recita il comunicato, ci sono «relazioni industriali ridotte all'osso e decisioni unilaterali dell'azienda, che stanno creando forti malumori».

«Dopo aver pazientemente atteso di poter discutere in modo fattivo sull'utilizzo ed organizzazione del personale senza ottenere riscontri - si legge nella nota del segretario della Fit Cisl di Autovie Venete, Marco Femia - in accordo con la nostra segreteria regionale ci troviamo costretti a dichiarare lo stato di agitazione. Riteniamo che questa sia un'iniziativa costruttiva al fine di creare i presupposti per delle relazioni sindacali che possano, in maniera condivisa, risolvere i molteplici problemi causati da scelte unilaterali che stanno coinvolgendo diversi aspetti della vita aziendale».

L'impostazione dell'azienda, «specie nei comparti operativi, sta comportando forti preoccupazioni e malumori visto l'inadeguato e illogico utilizzo delle risorse. Parliamo, ad esempio, di personale utilizzato su più caselli durante lo stesso turno e di sottodimensionati turni rispetto alla situazione del traffico soprattutto nei weekend e nei giorni festivi».

Scuola

Tra i settori coinvolti a livello nazionale c'è anche la la scuola, di ogni ordine e grado.

Le motivazioni dello sciopero

Per aumenti salariali di 300 euro che garantiscano il recupero di potere d’acquisto di fronte al forte aumento dei prezzi e alle perdite accumulate nel corso delle ultime tornate contrattuali. Per una nuova indicizzazione dei salari all’aumento reale del costo della vita. Contro il nuovo codice degli appalti, destinato a liberalizzare l’intero sistema con conseguenze drammatiche sulla sicurezza e con effetti gravissimi in termini di precarietà, ricattabilità e illegalità diffusa sui posti di lavoro. Contro il cosiddetto decreto Cutro che riporterà nella clandestinità migliaia di lavoratori migranti, costringendoli in una condizione di assoluta schiavitù. Contro il progetto di autonomia differenziata e di ulteriore aumento delle disparità territoriali e sociali. Contro la delega fiscale destinata a ridurre la progressività del sistema e allargare ulteriormente le disparità sociali. Per l’abolizione dell’IVA sui beni di prima necessità ed il prelievo fiscale sulle rendite finanziarie e i grandi patrimoni. Per un tetto ai prezzi dei beni di prima necessità. Per la detassazione delle pensioni in linea con gli altri paesi europei e le pensioni minime a 1000 (mille) euro. Per un milione di assunzioni nella Pubblica Amministrazione, la stabilizzazione di tutti i precari, lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi già espletati. In difesa del Reddito di Cittadinanza e per il superamento di tutte le condizionalità che ne hanno finora ristretto l’ambito di applicabilità. Per una legge sul salario minimo di almeno 10 euro l’ora sui minimi tabellari. Per la riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore a parità di salario. Per il diritto ai servizi pubblici gratuiti e accessibili, all’educazione scolastica, alla sanità e ai trasporti pubblici. Per il diritto alla casa. Per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro. Contro l’assoggettamento delle istituzioni scolastiche agli interessi delle aziende private e il PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). Per la difesa del diritto di sciopero. Contro il coinvolgimento del nostro Paese nella guerra in Ucraina, l’invio di armi e di risorse in teatri di guerra.

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