In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni
Le voci

Le multinazionali chiedono risposte rapide, innovazione e competenze avanzate

Le testimonianze dei vertici di alcuni colossi a stelle e strisce sbarcati in Friuli Venezia Giulia. Per Bat Italia strategiche la presenza di personale formato e la sinergia con le istituzioni

giulia basso
2 minuti di lettura

TRIESTE. Regole omogenee per tutto lo Stivale, una burocrazia più snella, risposte e tempi certi, legami forti con gli enti di formazione e gli atenei per lo sviluppo delle competenze necessarie e interlocutori amministrativi professionali, per una sinergia vincente tra pubblico e privato. È un elenco di richieste molto preciso e dettagliato quello presentato dalle multinazionali straniere che hanno deciso di investire in Italia alle amministrazioni, regionali e centrali, nell’ambito del convegno Selecting Italy, conclusosi ieri in Porto vecchio e dedicato appunto all’attrazione di investimenti esteri in Italia.

Un elenco di cui fare tesoro, partendo da un presupposto: l’Italia, ha ricordato Laurent Saintsouci, direttore di Oco Global, società di consulenza internazionale specializzata nel campo dell’attrattività e della competitività dei territori, non ha ancora utilizzato a sufficienza l’investimento internazionale come acceleratore di crescita. La sfida, secondo il consulente, è quella di passare all’idea del nostro Paese come centro di competenze, considerando che più che puntare su progetti di reshoring le maggiori opportunità si trovano in nuove tipologie di progetti, legati all'accelerazione dei trend dell’ultimo periodo: la digitalizzazione e la transizione ecologica. Ciò ha comportato mutamenti importantissimi in campo industriale, con la nascita dell’industria 4.0, ma anche retail, con l’esplosione dell’e-commerce, e finanziario, con il fintech.

Sono nate nuove produzioni, come insegna l’esperienza di Bat, che si sta lasciando alle spalle i prodotti tradizionali per puntare su quelli di nuova generazione. «Trieste sarà il nostro primo hub al mondo specializzato nelle nuove produzioni, dalle e-cig fino ai prodotti per la terapia sostitutiva alla nicotina, e nelle ricerca e sviluppo di soluzioni innovative», rammenta Andrea Di Paolo, vicepresidente di Bat Trieste. Che ricorda le necessità di una multinazionale: formazione per lo sviluppo di competenze avanzate sul territorio, tempistiche certe per gestire le aspettative della casa madre e sinergia vincente tra pubblico e privato. «A Trieste, dove abbiamo investito 500 milioni di euro e generato 2700 posti di lavoro diretti e indiretti, abbiamo trovato tutto questo e, grazie ad amministratori competenti, abbiamo potuto procedere con l’insediamento e l’inizio delle attività in tempi record. L’abbiamo scelta anche per la sua posizione strategica, perché è il primo porto d’Italia, e per la sua forte vocazione all’innovazione e alla ricerca».

Sempre sul fronte delle attività innovative, legate stavolta all’aspetto della sostenibilità ambientale, si colloca la presenza in Italia, e anche in Friuli Venezia Giulia, a San Vito al Tagliamento, di Julia Vitrum, società specializzata nel riciclaggio e nel trattamento del vetro proveniente dalla raccolta differenziata urbana. «Siamo una multinazionale americana presente in Italia con dieci stabilimenti - ricorda il presidente Guido Amato -. Il nostro ambito è il manifatturiero perciò, in un’ottica di competizione globale, in Italia non possiamo puntare sul costo della manodopera, ma sulla sua professionalità e produttività: dunque è necessario un forte collegamento tra gli enti di formazione e le imprese. E servono interlocutori amministrativi capaci, norme semplici e uguali per tutto lo Stivale: solo così si potranno trattenere gli investitori stranieri, convincerli ad ampliare le produzioni e guadagnarne altri».

I commenti dei lettori