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Triestino di 71 anni se la prende col vicino e gli punta una pistola

Dovrà rispondere di minacce aggravate. Si trattava di un’arma giocattolo ma priva del tappo rosso

Gianpaolo Sarti
Aggiornato alle 1 minuto di lettura
Erta di Sant’Anna, la zona in cui è avvenuto il fatto Foto Silvano 

TRIESTE Le minacce a parole. Tante, continue. E poi quel gesto, inequivocabile: una pistola puntata contro. C’è voluto l’intervento dei Carabinieri per scoprire che non si trattava di un’arma vera, ma solamente di un giocattolo. Solo che mancava il tappo rosso e non sembrava affatto uno scherzo.

Dovrà rispondere di minacce aggravate il settantunenne triestino responsabile dell’episodio, M. J. le sue iniziali. Con quella pistola finta aveva tentato di intimidire per l’ennesima volta i suoi vicini di casa: due coniugi triestini che, all’epoca dei fatti, abitavano in una villetta accanto, in Erta di Sant’Anna.

La vicenda si era verificata il 17 agosto dell’anno scorso. Il pubblico ministero Matteo Tripani, titolare del fascicolo di indagine, dopo gli accertamenti ha emesso un decreto di citazione diretta a giudizio.

L’uomo ha precedenti penali alle spalle e proprio ai danni della stessa famiglia, con cui i rapporti, da quanto risulta, erano tesi da anni: due sentenze di condanna per altre minacce e molestie nei confronti della coppia. Ma mai si era arrivati a tanto.

Quel 17 agosto il settantunenne si era messo alla finestra di casa impugnando la pistola e volgendola verso i due coniugi con tanto di sorriso beffardo. Poi si era affacciato pronunciando queste parole: «Vi taglierò la testa...».

La coppia era rimasta esterrefatta, anche perché in quel momento non era in corso alcun litigio. E i due coniugi, visti i precedenti, peraltro tendevano a ignorare il più possibile i comportamenti del vicino. Il quale, tuttavia, continuava a provocare. Stavolta con una pistola.

Marito e moglie, allarmanti, avevano quindi allertato immediatamente i Carabinieri. I militari dell’Arma, piombati sul posto nel giro di pochi minuti, si erano fatti subito consegnare l’arma dal settantunenne. Una pistola giocattolo, come è parso presto chiaro. Ma senza il tappo rosso, e puntata da una certa distanza, pareva effettivamente vera. L’oggetto era stato sequestrato.

Le vittime, difese dall’avvocato William Crivellari del Foro di Trieste, hanno presentato una querela per minacce aggravate.

L’udienza a carico del settantunenne triestino, difeso dall’avvocato d’ufficio Sabina Della Putta, è fissata per il 10 febbraio del prossimo anno dal giudice Anna Battaglia.

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