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Assistenza psicologica: dopo la pandemia aumentate del 15% le richieste degli universitari di Trieste

Secondo i numeri forniti dall’Ardis l’incremento è continuo di anno in anno tra gli studenti di UniTs e Tartini

Giulia Basso
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Raffaella Brumat coordinatrice del servizio assieme a Cristina Iannice 

TRIESTE Rispetto al 2021 le richieste di consulenza giunte allo Sportello di assistenza psicologica dell’Ardis di Trieste sono aumentate di circa il 15%: dallo scoppio della pandemia a oggi l’incremento è continuo di anno in anno. E non soltanto per quanto riguarda la consulenza individuale: il nuovo corso pratico di mindfulness attivato un mese fa per gli studenti di UniTs e del Tartini in soli tre giorni dall’apertura delle iscrizioni ha registrato il tutto esaurito.

«Già nel 2021 c’era stato un aumento cospicuo della domanda di questi servizi, che è cresciuta ancora: nei primi 10 mesi di quest’anno abbiamo ricevuto oltre 500 richieste di consulenza individuale, pari alla totalità delle richieste dell’anno scorso. Perciò dallo scorso gennaio il servizio è stato potenziato, grazie al contributo sia della Regione sia dell’Università di Trieste», spiega Raffaella Brumat, psicologa, psicoterapeuta e coordinatrice dello Sportello triestino dell’Ardis. Il potenziamento è avvenuto a livello regionale: la Regione ha incrementato il numero di psicologi e psicoterapeuti destinati agli sportelli, che in questa prima fase si occupano soprattutto del “Bonus psicologo studenti Fvg”, riservato agli studenti delle scuole medie e superiori che necessitano di aiuto. Per quanto riguarda gli universitari, il servizio di assistenza psicologica offre un ciclo gratuito di cinque colloqui che si possono ripetere l’anno successivo. Oltre ai colloqui individuali, che restano comunque la modalità più richiesta, vengono organizzati anche percorsi di gruppo tematici. E corsi come quello sulla mindfulness: otto incontri gratuiti, tenuti da psicologi esperti e docenti universitari che da anni si occupano di questo tema. «E’ una pratica che dal punto di vista psicologico fornisce strumenti utili per imparare a gestire lo stress, anche futuro, e per affrontare al meglio le sfide che la vita ci pone davanti», commenta Brumat. «E’ utile per farci comprendere che non siamo in balia dei nostri pensieri e delle nostre emozioni: offre infatti delle tecniche per concentrarsi e recuperare la fiducia nelle proprie capacità, cercando di andare oltre i pensieri che possono creare paure, ansie o pregiudizi nell’affrontare le prove della vita». Il corso, che si tiene nella palestra della Casa dello studente Gozzi 5, è stato richiestissimo: dopo tre giorni si sono dovute chiudere le iscrizioni per l'esaurimento dei posti a disposizione. Il prossimo corso in programma sarà invece dedicato alle ipermappe, mappe concettuali utili ai fini dell’apprendimento, e pensato per aiutare gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, in collaborazione con l’apposito Servizio universitario. Ancora, ritorneranno i gruppi di gestione dell’ansia, già collaudati, e, la prossima primavera, partirà un corso di alcune giornate dedicate al pensiero positivo applicato nei vari contesti della vita. Ma quali sono le principali ragioni che portano i ragazzi a rivolgersi al servizio? «L’ansia da esame è sempre presente, mentre anche alla luce degli ultimi due anni di pandemia talvolta il confronto richiesto è sulle capacità relazionali. Una piccola percentuale di persone ha una sintomatologia più importante, che gestiamo in collaborazione anche con altri servizi territoriali di salute mentale», illustra Brumat. Quanto alle modalità, la più richiesta è la consulenza individuale, perché garantisce intimità: «Le persone portano anche storie personali, che necessitano di momenti di ristrutturazione, da episodi di bullismo a separazioni traumatiche, a eventi legati alle nuove forme di socialità, inclusa quella tramite social».

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