Il tram di Trieste torna in piazza Oberdan per la fase decisiva delle prove

Nuovi test da piazza Casali al capolinea. Tolleranza zero con le auto in divieto. In arrivo un macchinario che rileverà e “aggiusterà” ogni imperfezione sui binari

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Il tram di Opicina fermo all’inizio di via Commerciale. Ora scenderà in piazza Oberdan. Andrea Lasorte 

TRIESTE L’ultima curva, quella che separa Trieste dalla ripartenza del Tram di Opicina, sta per essere affrontata. In queste ore la storica vettura ha cominciato a muoversi nell’ultimo tratto del suo percorso, per testate così le poche centinaia di metri di binari che separano piazzetta Casali da piazza Oberdan.

«Il tram in questi anni ha sempre continuato muoversi pur non essendo in esercizio e nelle prossime settimane, per ragioni tecniche, avrà bisogno di farlo anche nel tratto compreso fra piazza Casali e piazza Oberdan - spiega il responsabile comunicazione di Trieste Trasporti Michele Scozzai - : riteniamo pertanto utile ricordare che la sosta e la fermata in corrispondenza di linee ferroviarie o tramviarie sono proibite. Non si tratta di un divieto limitato a pochi giorni o a determinate fasce orarie: è un divieto disciplinato dal codice della strada e che pertanto vale 24 ore su 24, dal lunedì alla domenica». Le vetture in sosta lungo i binari saranno sanzionate e rimosse. Diversi automobilisti, rassegnati al fatto che il Tram sia fermo da ormai sei anni, soprattutto durante le ore notturne utilizzavano la parte della carreggiata occupata dai binari in via Martiri della Libertà per parcheggiare. Una situazione che è stata tollerata, ma che ora diventa incompatibile con un tram che riprende a viaggiare anche su quel tratto più vicino al centro città. Il tram finora da oggi si era mosso, sempre al fine di effettuare i test propedeutici ad una ripresa del servizio, dalla stazione di Opicina fino Scorcola e in piazza Casali.

Ora invece lo storico percorso raggiungerà anche la stazione di piazza Oberdan. Inoltre nei primi giorni di dicembre arriverà a Trieste un particolare macchinario «che servirà ad effettuare una rincalzatura pesante sui binari (ad oggi è stata fatta solo la rincalzatura leggera) - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi -: in sostanza rileverà ogni minima imperfezione, ogni minimo movimento anomalo del tram durante il percorso, provvedendo poi anche a sistemare in quei punti i binari, quindi rileva e aggiusta».

Il macchinario servirà di fatto a garantire maggior sicurezza ai binari. In Europa ne esistono solo due esemplari, contesi da tutte le tratte di trasporto pubblico. L’intervento di questa apparecchiatura - arriverà dalla Francia e ci sono voluti mesi prima di accaparrarselo visto che serve prenotare il servizio con largo anticipo -, è stato prescritto dall’Ustif. Il costo di circa 350 mila euro per il suo utilizzo invece è a carico del Comune. Questo della rincalzatura dovrebbe essere veramente l’ultimo passaggio prima del via libera a una ripresa del servizio del Tram di Opicina, che dopo il boom turistico registrato a Trieste negli ultimi anni, assumerà un valore radicalmente diverso. «Il tram invece di essere classificato come un trasporto turistico, anni fa è stato classificato come un Frecciarossa, come un treno veloce, come quello che percorre la tratta Roma-Parigi, con gli stessi controlli - osserva il sindaco Roberto Dipiazza - e questo è stato l’errore, il peccato originale. Non dico altro». —

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