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Crociere, consegnata a Monfalcone Msc Seascape, la nave più grande mai costruita in Italia

Presenti alla cerimonia il ministro Salvini, i presidenti della Regione e del Consiglio regionale, Fedriga e Zanin e l'assessore regionale Bini.

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Due momenti dell'inaugurazione (Foto Bonaventura)

 

MONFALCONE «Una luce che non si spegne che brilla su tutti i mari: il nostro Giuseppe. È stato un vero privilegio, buon viaggio». Si è aperta con il ricordo di Giuseppe Bono, lo storico manager di Fincantieri scomparso qualche giorno fa, la cerimonia per la consegna della di MSC Seascape, la nave più grande mai costruita in Italia, che ha richiesto un investimento di circa 1 miliardo di euro, gemella della MSC Seashore.

Quello di oggi a Monfalcone è stato il primo varo di una nave da quando è scomparso il manager. Presenti alla cerimonia il ministro Salvini, i presidenti della Regione e del Consiglio regionale, Fedriga e Zanin e l'assessore regionale Bini.

Un gioiello del mare che ha richiesto un investimento pari a circa 1 miliardo di euro e che verrà impiegata nell'Atlantico, dove sarà impiegata insieme alla gemella MSC Seashore per competere, all'insegna del «Made in Italy» più tecnologico e raffinato, nel più importante mercato crocieristico al mondo.

Lunga 339 metri, la nave che Fincantieri ha consegnato questa mattina all’armatore rende omaggio alla città di New York Msc Seascape, con tanto di replica (alta tre metri) della Statua della Libertà nel cuore del casinò e un’area commerciale e di intrattenimento nominata Times Square. 

«Bisogna avere la capacità di cambiare e le cose si cambiano quando vanno bene; imparare a stare comodi nello scomodo» e di essere «eccellenze nella devianza». È l'indicazione data dall'a.d. di Fincatieri Pierroberto Folgiero nel suo discorso, parlando del gruppo come di una realtà fatta di «carne e sangue». Folgiero si è soffermato su tre concetti: ingegno, imprenditorialità e persone. Ingegno comprende innovazione, tecnologia, bellezza. Per Folgiero «l'Italia ha perduto il gusto dell'industria pesante, di camminare in quello che facciamo».

Il manager ha ricordato che «il 90 per cento della manifattura italiana è fatta di Pmi, che devono essere» portate avanti, modernizzate. «Infine c'è il territorio. Lo dobbiamo difendere perché la cantieristica è a rischio di marginalizzazione. L'Italia si è rifugiata in una nicchia di grande complessità, ma l'Italia - ha proseguito riferendosi al ministro Matteo Salvini in platea - deve decidere se vuole essere industriale, se si vuole reindustrializzare. Noi di Fincantieri ci siamo e ci siamo nella industria pesante». Per quanto riguarda la terza parola, persone: «Dobbiamo essere umili ma con l'ambizione di spingere sempre più avanti questa storia».

«In questa manovra bilancio ci sarà la riattivazione della società che dovrà portare a termine il ponte sullo Stretto di Messina». Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture Salvini, definendo l'opera un «simbolo del genio e dell' ingegneria» italiana, intervenendo alla consegna della MSC Seaescape di Fincantieri.

Occorreranno competenze: «Se ci sarà bisogno chiederemo una mano anche all'ingegneria di Fincantieri», ha proseguito Salvini per il quale «dopo 50 anni di chiacchiere portare la prima pietra del ponte che unisce una volte per tutte Sicilia, Calabria, Italia e Europa è uno degli obiettivi che mi sono prefissato».

«Farò di tutto perché Italia non perda l'acciaio, il controllo della produzione dell'acciaio in Italia. C'è qualcosa non sta funzionando all'estremità meridionale del Paese. Va benissimo la sfida all'idrogeno ma non possiamo rinunciare al nucleare di ultima generazione, no a un no pregiudiziale» ha proseguito il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini con un riferimento implicito alla ex Ilva.

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