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Nel triangolo di gelosie e rimpianti al Teatro Bobbio di Trieste si scatena un pericolo nucleare

Fino a domenica al “Bobbio” in scena “The Children” di Lucy Kirkwood coprodotta dalla Contrada, con Elisabetta Pozzi, Giovanni Crippa, Francesca Ciocchetti

Gabriele Sala
2 minuti di lettura

TRIESTE Viene dalla penna arguta di Lucy Kirkwood, una delle più apprezzate drammaturghe britanniche contemporanee e sceneggiatrice anche della serie di culto “Skins”, il testo di “The Children” che il regista Andrea Chiodi porta in scena insieme alla grande Elisabetta Pozzi, Giovanni Crippa e Francesca Ciocchetti al Teatro Bobbio, da stasera al 13 novembre, sempre alle 20.30 eccetto la domenica, nel pomeridiano alle 16.30.

“The Children”, che nella sua versione originale ha ricevuto anche una candidatura al Tony Award alla migliore opera teatrale, trasporta il pubblico in un cottage sulla costa della Gran Bretagna dove vivono gli scienziati in pensione Hazel (Ciocchetti) e Robin (Crippa), coniugi in crisi. Inaspettatamente, i due ricevono la visita di una vecchia collega, Rose (Pozzi), che credevano morta e che, con la sua presenza, fa riemergere ruggini del passato e mina il fragile equilibrio tra marito e moglie. Ma non si tratta solo di un triangolo di gelosie e rimpianti, perché fuori dalla porta di casa si scatena uno scenario quasi distopico: il mondo è distrutto da uno tsunami provocato da un incidente nucleare che sconvolge anche le abitudini rassicuranti della vita domestica, l’elettricità è spesso assente, l’acqua non è potabile, il rischio di contaminazione radioattiva è costante.

Lo spettacolo, secondo titolo in cartellone nella stagione 2022/2023 del Teatro La Contrada, è una coproduzione appunto della Contrada insieme a CTB Centro Teatrale Bresciano. Pur miscelando al dramma molti momenti ironici, “The Children” riflette su temi attualissimi e urgenti come il nostro rapporto con la scienza, l’ambiente e la responsabilità individuale sul proprio futuro e quello del pianeta. Lo fa, però, nel racconto raccolto di un interno, ponendo anche un caso di coscienza: «I tre scienziati protagonisti», anticipa il regista Andrea Chiodi, «devono decidere se essere loro, la vecchia generazione, a salvare la situazione o se devono invece essere i giovani a salvare quelle che forse sono state le loro stesse imprecisioni».

Perché l’incidente è avvenuto proprio nella centrale dove lavoravano, e il loro confronto rivela modi assai diversi di vedere e vivere la vita, imponendo anche scelte radicali.

Per Chiodi è la tredicesima produzione realizzata insieme a Elisabetta Pozzi, che ha recitato sotto la sua regia nelle “Troiane” di Euripide e in “Medea” ma anche nella commedia “Apologia” di Alexi Kaye Campbell: un intenso percorso comune, tra teatro classico e contemporaneo. A colpirli, di “The Children”, è stato «il modo in cui tratta temi seri, attuali e universali come il pericolo del nucleare, passando attraverso delle storie di famiglia e dei pensieri umani, a volte anche con quel particolare humour tipicamente britannico», afferma Chiodi. «Mi è sembrato interessante anche dar voce a tre figure di scienziati. Perché, soprattutto in questi ultimi anni, ci chiediamo tutti quanto potere ha la scienza, dove si ferma la scienza e inizia l’etica. Solo tre attori stupendi come Elisabetta Pozzi, Giovanni Crippa e Francesca Ciocchetti potevano portare quella verità in scena così ben scritta dalla drammaturgia della Kirkwood».

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