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Dall'Egitto ancora nessuna risposta, i genitori di Giulio Regeni: «Il nostro Governo abbia una reazione di dignità»

L’appello dei genitori di Giulio dopo l’ennesimo silenzio delle autorità egiziane: «Se ce n'era bisogno è emersa ancora una volta e con ulteriore chiarezza che si fanno beffe del nostro sistema di diritto»

Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Giulio Regeni

 

ROMA. «Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta dall'autorità egiziana in merito ai quattro imputati. L'ultima sollecitazione in ordine di tempo risale al 6 ottobre. Gli egiziani non hanno risposto neanche alla richiesta di incontro che la ministra Marta Cartabia aveva chiesto nel gennaio scorso».

Parole declinate nell’ennesima accusa all’Egitto quelle del capo dipartimento per gli Affari Giustizia, presso il ministero di via Arenula, Nicola Russo, nel corso dell'udienza davanti al gup di Roma di lunedì 10 ottobre per l'omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano trovato senza vita il 3 febbraio 2016 alla periferia de Il Cairo. Nel procedimento sulla sua morte sono imputati appartenenti ai servizi segreti del Cairo.

Angelo Carconi (ansa)


Il gup ha aggiornato il procedimento, che resta sospeso, al prossimo 13 febbraio. «Se ce n'era bisogno è emersa ancora una volta e con ulteriore chiarezza che le autorità egiziane non hanno, né hanno mai avuto, nessuna intenzione di collaborare e si fanno beffe del nostro sistema di diritto», hanno detto i genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola, al termine dell'udienza.

«Oggi è emerso anche che la richiesta - hanno aggiunto i genitori - del gennaio 2022 della ministra della Giustizia, Cartabia, di incontrare l'omologo egiziano non ha mai avuto alcun riscontro, e questo rifiuto non ha precedenti. Auspichiamo in una adeguata reazione di dignità del nostro governo».

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