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La Git di Grado dopo la piscina chiusa punta al doppio fotovoltaico

Il presidente Marin annuncia la ristrutturazione e avviata la selezione delle ditte Il leghista Bernardis replica al dem Moretti: «Per le riabilitazioni ci sarà l’Ospizio»

Antonio Boemo
2 minuti di lettura

GRADO La chiusura della piscina delle terme di Grado continua a far discutere. Intanto però la decisione, dovuta al costo delle bollette, vede i responsabili della struttura studiare una serie di strategie, migliorie e accorgimenti per ridurre i costi in futuro. La Git, infatti, pensa a soluzioni alternative con l’installazione di pannelli fotovoltaici, che consentano quantomeno di diminuire le spese. Il presidente Roberto Marin conferma quanto aveva ipotizzato tempo fa, annunciando che oltre alla ristrutturazione completa cui è sottoposto l’impianto termale (a carico della Regione, che ha stanziato 5 milioni di euro) ci sarà, come detto, anche l’installazione di un impianto fotovoltaico. I pannelli troveranno spazio sul tetto e anche sul lato sud della facciata esterna dell’edificio. Riusciranno a fornire stando alle proiezioni 50 chilowatt. L’impianto costerà fra i 70 e i 100 mila euro e proprio in questi giorni sono all’esame dei vertici della Git alcuni preventivi che sono stati presentati da diverse ditte.

Ma non è la sola novità. La Git ha già inoltrato la sua adesione per l’utilizzo di quanto produrrà la Comunità energetica che il Comune di Grado si appresta a realizzare nell’area dei parcheggi di Sacca dei Moreri. Energia derivante anche in questo caso da pannelli solari che potrà essere indirizzata singolarmente nei diversi edifici comunali e in quelle strutture, come quelle della Git, che ne avranno fatto richiesta.

Ma sulla questione del caro energia e allo stop della Git, che ha deciso di chiudere per l’inverno la piscina delle terme, interviene il consigliere regionale Diego Bernardis per rispondere al capogruppo del Pd, Diego Moretti, che aveva criticato tale decisione. «Invece di sparare a vuoto – dice Bernardis –, basterebbe confrontarsi con i vertici della Git e, in particolare, con il presidente Marin, per sapere che si stanno valutando formule di collaborazione, ad esempio con l’ospizio marino, al fine di dirottare temporaneamente gli ospiti più fragili e continuare le cure riabilitative».

Al collega Moretti l’esponente del Carroccio consiglia inoltre di informarsi prima di lanciare accuse: «Probabilmente non sa, o fa finta di non sapere, che la prossima settimana partiranno anche i lavori del secondo lotto di ristrutturazione delle tradizionali terme di Grado. Questo vuol dire che, nel caso in cui il servizio non fosse stato interrotto, si sarebbe creata una sovrapposizione non compatibile fra il cantiere e l’area dedicata alla piscina». In conclusione Bernardis ricorda che in ogni caso durante questo periodo autunnale-invernale le vasche della piscina verranno completamente svuotate e saranno oggetto di manutenzione affinché chi le utilizzerà a partire dal prossimo mese di aprile le troverà con importanti migliorie e ristrutturate». La piscina delle Terme utilizza acqua di mare è riscaldata, per questo motivo i costi di gestione sono particolarmente significativi. Il settore termale, poi, aveva già ricordato Marin, perde annualmente alcune centinaia di migliaia di euro.

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