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Condotta antisindacale, Wärtsilä non ricorrerà in appello contro la sentenza del tribunale di Trieste

Aggiornato alle 2 minuti di lettura
(ansa)

TRIESTE Wärtsilä ha deciso di non presentare appello contro l'ordinanza del Tribunale del Lavoro di Trieste del 23 settembre 2022, che ha riconosciuto la condotta antisindacale dell’azienda, dando ragione a Fim, Fiom e Uilm. Il caso era stato portato davanti al giudice dai sindacati e il tribunale ha ordinato di fermare la procedura per la chiusura dell'attività produttiva dello stabilimento di San Dorligo della Valle, avviata il 14 luglio 2022.

“I prossimi passi – si legge in una nota della società, che ha recentemente cambiato i vertici – saranno compiuti dopo aver esaminato la situazione con i sindacati, le istituzioni e le altre principali parti interessate, con il nuovo presidente e amministratore delegato di Wärtsilä Italia, Michele Cafagna, in prima linea.

"Ora vogliamo davvero concentrarci sull'avvio delle discussioni con tutti i nostri principali stakeholder e andare avanti in modo collaborativo. Possiamo costruire una comprensione comune solo parlando insieme. Non c'è dubbio che possiamo ottenere risultati migliori quando lavoriamo tutti per un obiettivo comune", le parole di Michele Cafagna.

Poco dopo è arrivata la reazione dei sindacati, Fiom, Fim e Uilm che hanno scritto una nota congiunta: “Oggi Wärtsilä ha comunicato che non intende fare appello alla sentenza. È evidente che la mobilitazione dei lavoratori con l'azione portata avanti da Fim Fiom Uilm ha assestato un duro colpo. L'azienda evidentemente ha capito che è il caso di sedersi al tavolo con un atteggiamento diverso da quello del 14 luglio scorso. Tuttavia non ci facciamo illusioni su un ripensamento di Wärtsilä nel voler continuare a produrre motori a Trieste. La vertenza prosegue. Importante sarà la ripresa del confronto con il nuovo governo che si formerà nei prossimi giorni”.

Più dura la nota stampa dell’Usb firmata da Sasha Colautti, secondo cui quello di Wärtsilä sarebbe “un goffo tentativo di rifarsi una verginità mediatica. Nessuna discussione con chi vuole cancellare l'industria ed il futuro di Trieste”. Per Colautti quello di Wärtsilä Italia è “un tentativo malriuscito di ripresentarsi pubblicamente col "volto buono" di Michele Cafagna, nuovo presidente, fresco di nomina. L'azienda ha perso nella piazza, ha perso in tribunale, ha perso tra i lavoratori e ha perso davanti le istituzioni. È un azienda che ora tenta un'operazione di pulizia mediatica nonostante continui a rivendicare la continuazione del piano di chiusura della produzione”. 

“Usb continua a dire che senza la continuità produttiva e la garanzia occupazionale non può esserci alcuna discussione – conclude la nota – . Continuiamo a rivendicare la necessità di un intervento pubblico, diretto, che tolga dalle mani della multinazionale dei licenziamenti la possibilità di derimere le politiche industriali del nostro territorio, a salvaguardia dei posti di lavoro – anche quelli dell'indotto- e della vocazione industriale dello stabilimento di Bagnoli della Rosandra".

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