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Il glaciologo Wadhams a Trieste Next: la crisi energetica è il colpo finale per il destino dei ghiacci polari

GIULIA BASSO
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

TRIESTE Il destino di Venezia, così come quello di Trieste e molte altre città costiere, è di diventare una novella Atlantide. O, per sganciarsi dal mito e restare nella storia, di fare la fine dell’antica città termale romana di Baia, sommersa dalle acque del Golfo di Napoli attorno al XVI° secolo.

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Ma il processo sarà molto più rapido. I ghiacciai, come vediamo anche nelle vicine Alpi Giulie, e il ghiaccio polare si stanno sciogliendo a una velocità in continua accelerazione, causando l’aumento del livello del mare a livello globale.

La politica non sta facendo abbastanza per contrastare il cambiamento climatico e la crisi energetica causata dall’ultimo conflitto bellico tra Russia e Ucraina potrebbe rappresentare il colpo di grazia per la sorte del nostro pianeta. E’ lo scenario apocalittico fotografato da Peter Wadhams, glaciologo di fama internazionale che oggi, venerdì 22 settembre, alle 21 nel Salone di Rappresentanza della Regione di Piazza Unità d’Italia sarà protagonista - nell’ambito del festival Trieste Next, iniziato ieri e che proseguirà fino a sabato sera - dell’incontro “Addio ai ghiacci”.

In dialogo con Giuseppe Aulicino, ricercatore dell’Università di Napoli Parthenope e docente di Oceanografia polare e remote sensing dell’oceano, e con l’intervento di Maria Pia Casarini, presidente di Polar Education, Wadhams spiegherà al pubblico perché i Poli si stanno inesorabilmente sciogliendo e le conseguenze che la scomparsa dei ghiacci avrà per il mondo intero. Un allarme che lo scienziato inglese, professore emerito di fisica oceanica e capo del Polar Ocean Physics Group dell’Università di Cambridge, aveva già lanciato alcuni anni fa, nel libro “Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico” (Bollati Boringhieri, 2017).

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Professore, qual è il destino del ghiaccio polare? Il ghiaccio marino nell'Artico scomparirà in estate, sciogliendosi in meno di cinque anni, e si ridurrà in tutte le altre stagioni. Durerà più a lungo nella stagione invernale: ci vorranno 30-40 anni perché scompaia. In Antartide le calotte glaciali si preserveranno per ancora più tempo, dell’ordine di alcune decine di anni. E dei nostri ghiacciai? Il ghiaccio sulla terraferma si sta inesorabilmente e costantemente sciogliendo, causando così l’innalzamento del livello globale del mare. I ghiacciai di montagna scompariranno per primi, ma anche le grandi calotte glaciali - Groenlandia e Antartide - si ridurranno e scompariranno.

Lo faranno solo più lentamente, nell'arco di 200-500 anni. Le mie stime possono essere sbagliate, ma si basano sulle tendenze attuali, che di fatto sono in continua accelerazione. Cosa significherà questo cambiamento per gli esseri umani? 
Saremo soggetti a inondazioni massicce: molte città costiere verranno sommerse, inclusa Venezia. Il riscaldamento globale procederà ancora più celermente, con una maggiore probabilità di grandi ondate di calore come quelle che abbiamo conosciuto negli ultimi 2-3 anni. In alcune parti del mondo la temperatura sarà troppo alta per l'esistenza degli esseri umani. La tecnologia può aiutarci nel ritiro dei ghiacciai?

Sono state suggerite varie tecniche per schiarire, e quindi preservare, la superficie del ghiaccio, ma nulla è stato sperimentato su larga scala. Perché non sono state prese e continuano a non venire prese contromisure adeguate da parte della politica? Per inerzia e pigrizia umana. Visto che lo scioglimento dei ghiacci polari non accadrà per N anni (dove N era 30-50 e ora è inferiore a 10), perché preoccuparsi di fare qualcosa di drastico ora? Quali sono a suo parere gli Stati che stanno facendo di più per limitare i danni del surriscaldamento globale? Sono soprattutto i paesi del Nord Europa, ma anche l'Italia ha un buon track record. Come impatta la crisi energetica che stiamo vivendo sull’evoluzione del clima? 
La crisi energetica ha avuto un effetto terribile sulla disponibilità dell'umanità a fare qualsiasi cosa per limitare il riscaldamento globale. Tutti si stanno affannando per trovare fonti di energia per coprire il proprio fabbisogno e hanno smesso di preoccuparsi di che tipo di fonti siano, se si tratti o meno di combustibili fossili. Temo che questo possa essere l'ultimo elemento per suggellare il destino del mondo. Giulia Basso

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