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Una messa in memoria di Omar Monestier nella cattedrale di San Giusto a Trieste

Il ricordo del direttore di Piccolo e Messaggero Veneto venerdì 9 settembre alle 18. A officiare la funzione il vescovo Crepaldi: «Un modo per dirgli grazie»

Elisa Coloni
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Omar Monestier 

TRIESTE«Sarà una Santa messa con spirito di preghiera e, al tempo stesso, di gratitudine verso un uomo che ha amato e creduto profondamente in Trieste e in questo territorio». Con queste parole il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi ricorda il direttore dei quotidiani Il Piccolo e Messaggero Veneto, Omar Monestier, improvvisamente scomparso lo scorso primo agosto nella sua abitazione di Moruzzo, in Friuli, all’età di 57 anni.

A poco più di un mese dalla scomparsa del giornalista viene promosso un momento di raccoglimento a Trieste in sua memoria, anche per dare la possibilità di ricordarlo alle tante persone che lo hanno conosciuto e apprezzato, piangendone la morte con centinaia di messaggi di cordoglio, stima e affetto, ma che non hanno potuto dargli l’ultimo saluto in occasione dei funerali, celebrati il 4 agosto nel Duomo della sua Belluno.

La messa si terrà nella Cattedrale di San Giusto venerdì 9 settembre, alle 18 e sarà officiata dal vescovo Crepaldi, che spende parole di stima nei confronti del Direttore. «Omar Monestier non ha trascorso molto tempo in questa città, ma la mia impressione, fin da subito, è stata che lui fosse un uomo che amava molto questo luogo, che sperava nel suo sviluppo e ci credeva. Una città che, nelle sue varie componenti, ha ritrovato nel quotidiano Il Piccolo da lui diretto un punto di riferimento, in una stagione storica piuttosto complessa e difficile. La messa - aggiunge il vescovo di Trieste - sarà un momento di preghiera con il quale affronteremo il dolore e ci stringeremo alla sua famiglia, ai suoi figli, ai suoi amici, alla famiglia del Piccolo, ma vuole essere anche un modo attraverso il quale dire grazie. I funerali si sono tenuti a Belluno, ma Trieste vuole dare anche una testimonianza di gratitudine verso quest’uomo che amava profondamente il suo lavoro e questo territorio. Sarà una Santa messa con spirito di preghiera e di gratitudine» conclude il vescovo Crepaldi, cui arriva il grazie «di cuore» della famiglia di Monestier, la moglie Sara, i figli Benedetta, Tommaso, Giulio e Giovanni.

«Omar, da giornalista innamorato del suo lavoro, era curioso e appassionato. E quindi Trieste - una città speciale per tanti motivi, incluse le sue “stranezze” che a noi triestini sembrano del tutto normali - lo ha attratto da subito. Ci si è immerso, ci si è buttato, l’ha vissuta con grande intensità e partecipazione. Ricordo la sua ultima battaglia, intrapresa subito con decisione, in difesa dei lavoratori di Wärtsilä» afferma Roberta Giani, oggi alla guida de Il Piccolo dopo essere stata condirettrice al fianco di Monestier, ringraziando l’arcivescovo di Trieste «per il suo affettuoso pensiero nei confronti di Omar, della sua famiglia, de Il Piccolo e dei triestini che, venerdì nella Cattedrale, volessero ricordarlo con noi». —

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