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L’energia contagiosa del Tip Tap conquista il pubblico di via Dante a Trieste

Ad esibirsi sulle note dei Beatles e di film famosi una ventina di ballerini

Francesco Cardella
1 minuto di lettura

TRIESTE La musica, il ritmo e i colori, ma soprattutto la grande energia sprigionata a colpi di tacco e punta all’aperto, sul selciato. La danza del Tip Tap torna per un giorno alle origini, ovvero nelle strade e a stretto contatto con la gente, grazie a una sorta di “Jam” (esibizione orchestrata sul filo dell'improvvisazione) offerto di dai ballerini della “Toc Toc”, la scuola di Trieste diretta da Michela Bianco. Ballerini entrati in scena nel pomeriggio in via Dante per un mini show ideato a corredo della mostra fotografica ospitata sino al 1° ottobre al Caffè Eppinger, curata da Linda Simeone nel circuito “Le Vie delle Foto”, dal titolo appunto “Mostra di piedi, di scarpe e di Tip Tap”.

L'energia del Tip Tap conquista il pubblico nelle strade di Trieste

Una ventina i ballerini, un centinaio almeno gli spettatori catturati dalla “podo percussione”, dal suono scandito dalle scarpe di supporti metallici nei tacchi e nelle punte, denominate in gergo “Claquettes”. La scuola “Toc Toc” si presenta con una compagnia giovanissima: ne fanno parte ad esempio Angana Rosa Sbisà, di appena 9 anni, e la ventunenne Greta Rizzotti, una che non ha esitato qualche anno fa ad abbandonare Trieste per recarsi in un centro specializzato a Barcellona: «Una scelta non solo artistica, ma fatta anche per conoscere altre realtà e altra lingua – ha dichiarato la ballerina prima di entrare in scena –. Ora la Tap Dance fa parte della mia vita e vorrei diventasse anche la mia professione».

Sul “palco” di via Dante gli allievi di Michela Bianco nonsoffrono l’emozione, anzi, ed entrano subito nel clima dello show. La scaletta poi accentua il coinvolgimento, spaziando da “Come together” dei Beatles a brani estrapolati dalla pellicola “Pitch Perfect”. La chicca emerge nel finale, un vero “dulcis in fundo” rappresentato da un numero di Tap sulle arie di Mozart. Pare che Michela Bianco lo abbia ideato durante il periodo del lockdown. Sabato sera si replica, approdando al Museo “Sartorio” nell'ambito di “Trieste Estate”.

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