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Josef Maria Auchentaller ritorna alla sua Grado dipinta “Tra mare e cielo”

Alla Casa della Musica di piazza Biagio Marin una mostra di quadri a olio e pastelli ripercorre l’opera del maestro della Secessione che scelse di vivere sull’Isola del Sole

Franca Marri
3 minuti di lettura

Con le barche dei pescatori dalle vele colorate, con i tetti delle case di città vecchia, con le luci volte a catturare gli attimi mutevoli di un’alba o di un tramonto, è tornato nella sua Grado Josef Maria Auchentaller.

Nell’ambito delle celebrazioni dei 130 anni di Grado località turistica si è da poco inaugurata la mostra “Tra mare e cielo” alla Casa della Musica di piazza Biagio Marin, con le opere del maestro secessionista viennese.

Curata da Roberto Festi, la rassegna presenta una ventina tra dipinti a olio e pastelli, tra cui diversi inediti, provenienti da collezioni private e dalle raccolte dei Musei Provinciali di Gorizia, con una serie di oggetti e documenti d’epoca, tutti legati a Grado.

Josef Maria Auchentaller (Vienna 1865 - Grado 1949) aveva studiato alla Technische Hochschule di Vienna per poi entrare all’Akademie der bildenden Künste. Nel 1891 si era sposato con Emma Scheid, figlia di un facoltoso industriale della manifattura di argenti e gioielli.

L’anno successivo lascia l’Accademia per trasferirsi con la moglie e la figlia Maria Josepha a Monaco di Baviera, dove viene in contatto con gli ambienti e gli artisti della Secessione monacense, collaborando anche alla rivista “Jugend”. Dopo un viaggio in Italia nel 1897 Auchentaller ritorna a Vienna prendendo parte alla Wiener Secession, lavorando soprattutto nel campo della grafica e nella redazione della rivista “Ver Sacrum”.

Tra il ’98 e il ’99 l’artista realizza la Sala da musica nella villa del suocero Georg Adam Scheid il cui progetto, comprendendo tutti gli arredi, ovvero mobili, pianoforte, tende, vetrate, porte, lampadario oltre che otto dipinti ispirati alla Sesta sinfonia di Beethoven, rispecchia appieno l’idea di opera d’arte totale cara alla Secessione viennese. Per l’azienda di Scheid inizia quindi a progettare dei gioielli.

Il 1902 è l’anno in cui gli artisti secessionisti viennesi decidono di dedicare la loro mostra al genio di Ludwig van Beethoven: Gustav Klimt realizza il suo celebre fregio che ancora oggi si può ammirare in una sala del Palazzo della Secessione, Josef Maria Auchentaller ne crea in parallelo un altro di cui purtroppo rimangono solo poche testimonianze fotografiche. Lo stesso anno la moglie Emma inizia a progettare di aprire una pensione a Grado.

Lo spirito imprenditoriale del padre si trasmette ad Emma che nello sviluppo turistico della città balneare sull’Adriatico rivestirà un ruolo determinante. Nel 1903 viene infatti inaugurata la Pension Fortino, una moderna struttura alberghiera affacciata sul mare, all’inizio della diga, progettata, laddove sorgeva un’antica fortezza napoleonica, dall’architetto Julius Mayreder, anche lui membro della Secessione.

Le fotografie esposte in mostra proiettano immediatamente il visitatore agli inizi del secolo scorso, presentando i vari protagonisti ma anche la Pension Fortino con il suo rigoglioso giardino, con le sue decorazioni a graffito ideate dallo stesso Josef Maria, come il fregio sottotetto quadrettato alla Hoffmann e altri motivi puramente ornamentali o d’ispirazione marina.

Accanto alle immagini sono disposti oggetti quali posate e carta intestata con il logo disegnato da Auchentaller, un pieghevole che illustra i pregi della pensione.

Volgendo poi lo sguardo ai dipinti, quelli che l’artista aveva iniziato a realizzare già nel 1900, durante il suo primo soggiorno con la famiglia a Grado, si scorgono “Mare e cielo” che ha ispirato il titolo della mostra e “Nuvole”, essenziale nei colori e nel taglio compositivo, di una libertà espressiva tale da poter alludere, partendo da una semplice visione della spiaggia, ad una dimensione di assoluto e infinito.

Con pari libertà l’autore dipinge la vita di Grado, le campane del duomo che suonano a festa nella tela proveniente dai Musei provinciali di Gorizia, le barche dei pescatori, le donne vestite di nero intente a riparare le reti, scorci della laguna, di Aquileia, del Belvedere, in opere che giungono fino al 1935.

C’è pure, accanto a un bozzetto a olio, il manifesto “Seebad Grado. Österreichisches Küstenland” del 1906, con due eleganti figure femminili ispirate a Emma e alla sorella Martha, a rappresentare perfettamente la belle époque mitteleuropea.

Completa l’esposizione, aperta fino al 15 ottobre a ingresso libero, il video prodotto da Filmwork “Da Vienna all’Adriatico. Josef Maria Auchentaller” che ripercorre l’intera vicenda dell’artista.

Il catalogo italiano-tedesco (Antiga Edizioni) contiene la riproduzione di tutte le opere esposte e delle rare fotografie d’epoca della Grado del primo ‘900 appartenenti all’Archivio Auchentaller; i testi sono del curatore Roberto Festi, studioso e attento conoscitore dell’artista del quale traccia il profilo biografico e professionale collegandolo con l’attività imprenditoriale della Pension Fortino; di Raffaella Sgubin che ricostruisce la fortuna critica dell’autore dall’esperienza secessionista ad “artista dimenticato”, alla sua rivalutazione culminata nella mostra ospitata prima a Palazzo Attems-Petzenstein di Gorizia, poi alla Galleria Civica di Bolzano, infine al Leopold Museum di Vienna tra 2008 e 2009; di Christine Casapicola che pubblica e commenta alcune lettere scritte da Grado da Emma e Josef Maria.

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