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lutto a gorizia

È morta Caterina Mulitsch, anima del circolo “Tullio Crali”

Aveva 83 anni e con il marito Dario è stata promotrice dell’associazione culturale. Il suo obiettivo era portare Gorizia al centro del panorama artistico mitteleuropeo

Emilio Danelon
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

TRIESTE. La città di Gorizia, e in particolare il mondo artistico, piangono la scomparsa a 83 anni di Caterina Trevisan Mulitsch, figura conosciuta e stimata, ha lasciato una forte impronta del suo operato.

Autentica goriziana, sin da giovane era entrata nel mondo del lavoro diventando dirigente del settore commutazione della Telecom cittadina. Nel 1960 si era unita in matrimonio con Dario Mulitsch, indimenticato docente di chimica all’istituto “Fermi”. Ma accanto alla sua professione, che per una lunga stagione aveva esercitato con grande competenza e professionalità, Caterina si sentiva specificatamente trasportata verso il mondo dell’arte e della bellezza. Amava trasmettere la sua sensibilità con amore e spontaneità. Anche il marito sentiva forte la spinta verso lo sconfinato mondo dell’arte, al punto da fondare con altri sette allievi il circolo culturale “Tullio Crali”, diventandone poi presidente.

Alla sua morte, la moglie era diventata vicepresidente del circolo, collaborando in piena unità d’intenti con la presidente, la professoressa Rosaria De Vitis Piemonti. Caterina aveva fortemente contribuito alla divulgazione del circolo, organizzando convegni e mostre in Italia e all’estero. Nel frattempo, il ricordo del marito rimaneva nel suo cuore più che mai vivo e l’aveva portata ad organizzare sei edizioni del concorso internazionale di pittura “Dario Mulitsch”.

Per i suoi meriti artistici aveva ricevuto tre medaglie dal Presidente della Repubblica.

Ilaria Tassini, ha strettamente collaborato con lei nell’organizzazione del concorso, diventandone poi fraterna amica. «Lavorare con Caterina è stata una straordinaria avventura – ha sottolineato Ilaria –, nel vederla sempre elegante e appassionata e impegnata nel progettare nuove iniziative. Amava intensamente la sua città. Un amore profondo, che la rendeva particolarmente orgogliosa di aver coinvolto nel concorso gli studenti dei licei artistici di Gorizia, così come quelli delle nazioni più vicine a noi. Il suo più grande desiderio era quello di portare la città in una posizione di assoluta centralità nel panorama artistico mitteleuropeo».

Altrettanto accorato è il ricordo della giornalista ed esperta d’arte Marianna Accerboni, che ha messo in risalto il suo equilibrio dialettico. «Non voleva mai esternare la profondità della sua cultura», ricorda Accerboni. «Questa sua signorilità – conclude – si rifletteva meravigliosamente anche nei rapporti interpersonali del suo lavoro».

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