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Alla Nidec di Monfalcone rientro dalle ferie con l’incognita della fine cassa

Cigo in scadenza a settembre. Commessa per una trentina di motori e nel 2023 altri ottanta

Laura Borsani
2 minuti di lettura

MONFALCONE Alla Nidec a settembre scadrà la cassa ordinaria. Rientro dalle ferie per i lavoratori con un’incognita da affrontare per le Rsu di stabilimento. Con ciò mentre si assiste all’uscita definitiva di dipendenti, anche storici. L’ultimo dato ufficiale, prima di questo “esodo”, era di 384 unità complessive. Nel frattempo l’azienda ha ufficializzato la nomina del nuovo direttore dello stabilimento, è l’ingegner Davide Sussi. Le Rsu Fiom e Uilm hanno fatto il punto della situazione, ieri in assemblea con i lavoratori. All’ordine del giorno i carichi di lavoro, la Cigo e gli investimenti. Fiom e Uilm, con Cristian Battistel, Luca Furlan, Federico Piani, Fabio Bottone, Attilio Coppola, nel mantenere costante il monitoraggio dell’andamento della fabbrica e l’interfaccia con l’azienda, ragionano a partire dalle prospettive a breve termine. Cosa accadrà a settembre, quando gli ammortizzatori sociali ordinari non saranno più “attingibili”? «Per ora non s’è parlato di ammortizzatori sociali uleriori, l’azienda non si è sbilanciata ufficialmente», è stato spiegato. Daremo il tempo al nuovo direttore di effettuare una ricognizione per conoscere la situazione. A settembre ci attendiamo confronto su programmi e sul futuro dell’azienda. Ciò che serve è un piano industriale strutturato per il rilancio», hanno affermato le Rsu. I fattori in campo si legano l’uno all’altro. La Cigo in scadenza, le commesse, i carichi di lavoro e le recenti fuoriuscite di dipendenti, per le quali non manca la preoccupazione: «Stiamo perdendo competenze, c’è bisogno di rapide sostituzioni che consentano il necessario passaggio di esperienze», viene rilevato. Quanto al portafoglio ordini, entro la fine dell’anno sono in consegna una trentina di motori medio-grandi. Per il 2023, ad oggi, è prevista un’ulteriore commessa per un’ottantina di motori. «Si tratta di una prima boccata di ossigeno, ma è evidente che non può bastare. Attendiamo un forte aumento di acquisizioni, attraverso il contributo del settore commerciale», osservano le Rsu. La Nidec dei tempi migliori viaggiava su oltre 500 tra piccoli, medi e grandi motori all’anno. Rimane difficile il mercato dell’oil & gas e questo rimanda al concetto di una diversificazione produttiva.

«Stiamo soffrendo ancora del grande rallentamento di commesse. Allo stato attuale non entrano volumi tali da poter garantire la sussistenza della fabbrica e la situazione esterna vede aziende operanti nel nostro settore in situazioni critiche. Vanno cercati nuovi mercati, anche se non è facile. Bisogna muoversi seriamente in tal senso – è stato affermato –. Vi sono poi alcune inefficienze interne organizzative. Il calo di personale con le ultime fuoriuscite assieme alle difficoltà di approvigionamento di materiali, pone anche il problema di una gestione puntuale della produzione. Ad oggi solo il 20% del prodotto viene consegnato entro i termini previsti». Sotto l’aspetto degli investimenti sono proseguite le riunioni tra Rsu e azienda. Al momento è in “restyling” un’autoclave già in dotazione che potrà essere attivata il prossimo gennaio, mentre nella linea di costruzioni elettriche “clean area” verrà inserito un nuovo macchinario; in merito alla zona taglio delle lamiere, invece, rispetto ad una prima valutazione per l’esternalizzazione l’azienda ci avrebbe ripensato, mantenendola nel sito cittadino, nella direzione auspicata dalle stesse Rsu.

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