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Orban “avvisa” Bruxelles: «Stop sanzioni a Mosca o tutta l’Europa subirà restrizioni gravissime»

Il leader magiaro torna a far discutere per le sue posizioni filo Cremlino. Confermata anche la trattativa per importanti forniture di gas russo

stefano giantin
2 minuti di lettura

TRIESTE Attacchi alla Ue sul gas, accuse pesantissime a Bruxelles, nuovi controversi abboccamenti con Mosca. E in precedenza dichiarazioni più che sopra le righe su migrazioni e “razze”. Sta tornando protagonista in Europa – e lo fa con prepotenza – il premier populista magiaro Viktor Orban, da sempre “discolo” nelle file Ue, che promette di rendere i rapporti interni all’Unione assai problematici nei mesi a venire.

Lo confermano le sue nuove uscite, registrate ieri nella consueta comparsata settimanale alla radio pubblica Kossuth. In quella sede il leader magiaro ha lanciato nuove “bombe” ed evocato foschi presagi per il prossimo futuro. Bombe che hanno individuato il loro obiettivo nella politica occidentale «delle sanzioni» contro Mosca, che sarebbe del tutto fallimentare. «Si credeva – ha detto Orban – che spedire armamenti e consiglieri militari Usa» in Ucraina avrebbe contribuito alla sconfitta di Mosca, ma «non sta accadendo». Al contrario, le sanzioni «hanno un effetto controproducente» proprio per l’Europa, continente che sta viaggiando a tutta velocità verso una «economia di guerra».

È questo lo scenario più probabile «a partire da ottobre», ha messo in guardia il leader ungherese, che ha criticato nuovamente «l’invio di armi» a Kiev e auspicato «negoziati diretti tra Usa e Russia» per mettere la parola fine a una guerra che starebbe conducendo il Vecchio continente alla rovina. Difficile che ciò accada prima di un autunno e un inverno che si prospettano difficilissimi. Per l’Europa, forse non per l’Ungheria, sempre più propensa a rompere il fronte comune occidentale. È quanto ha suggerito ieri sempre Orban, che ha confermato che Budapest sta discutendo direttamente con Mosca, nemico numero uno per Bruxelles e Washington, un aumento più che sostanzioso delle forniture di gas. Si parla infatti di 700 milioni di metri cubi di gas naturale da ricevere entro la fine dell’estate, oltre a quelli previsti dai contratti esistenti, da 3,5 miliardi di euro all’anno via Bulgaria-Serbia e via Austria. E con le forniture extra «l’Ungheria avrà abbastanza gas» per l’inverno.

Nel frattempo, i depositi magiari si riempiano di gas russo. Ora sono al 50% capaci di coprire il 30% del fabbisogno annuale del Paese – e di aiutare anche la vicina e alleata Serbia, secondo gli ultimi accordi – con l’Ungheria che dipende all’85% da Mosca per il gas e totalmente per quanto riguarda il combustibile nucleare per la centrale di Paks. Ben differente potrebbe essere la situazione nel resto dell’Europa, aveva previsto il giorno prima Orban incontrando il Cancelliere austriaco Nehammer. È infatti probabile, ha avvisato, che l’economia di guerra che attende l’Europa porterà a «restrizioni peggiori di quanto si possa immaginare» in inverno, non solo sull’energia ma anche su altri beni di prima necessità. Chi avrà ragione, Orban – che ha anche votato contro i piani di restrizioni europee all’uso del gas - o la Ue? L’Europa lo scoprirà a breve.

Nel frattempo fanno ancora discutere altre parole di Orban, pronunciate nei giorni scorsi. Sono quelle contro i migranti, da “escludere” dall’Europa con il rafforzamento dei muri. Europa difesa da Budapest, perché «siamo i vostri capitani sulla frontiera serbo-magiara». E ciò andrebbe a favore anche degli ungheresi. Che «non vogliono diventare un popolo di razza mista» come il resto degli europei, mescolandosi con popoli non affini. Parole che hanno spintoa lle dimissioni una delle sue più strette consigliere di Orban.

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