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Prima notte a casa per i 400 sfollati: il Carso tira il fiato

Dopo giorni di paura, l’allarme incendi rientra in tutta la regione

Laura Borsani
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

SAVOGNA Ritorno a casa per i circa 400 sfollati, tra Devetachi e San Michele. Sabato mattina sono state revocate le ordinanze di evacuazione consentendo ai residenti di riabbracciare la loro terra ferita. Una revoca fino all’ultimo non scontata, dal momento che la pioggia caduta nella notte nel Carso goriziano aveva sì migliorato la situazione ma non al punto da considerare il pericolo alle spalle. In serata, tuttavia, dai vigili del fuoco è giunta la comunicazione che sul Carso la situazione era sotto controllo, pur mantenendo i presidi per l’intera nottata. In netto miglioramento anche la situazione in Friuli, merito anche delle precipitazioni, quelle sì abbondanticonsistenti, cadute a Taipana, Resia e Frisanco.

In mattinata era stato il vicegovernatore Riccardo Riccardi a fotografare il quadro regionale: «La situazione degli incendi in Friuli Venezia Giulia è in netto miglioramento. A Taipana, Resia e Frisanco è piovuto in maniera consistente, circostanza che ha notevolmente aiutato. Sul Carso le precipitazioni sono state meno diffuse, comunque qualche millimetro di pioggia è caduto e ha migliorato la situazione».

E proprio sul Carso triestino, i luoghi dell’incendio sono stati anche teatro di un infortunio avvenuto nel pomeriggio. Un cicloescursionista di Nova Gorica di 43 anni è stato soccorso lungo il sentiero 3a nei pressi di Medeazza dopo una caduta accidentale. L’uomo ha riferito ai soccorritori di essere caduto, battendo forte spalla e anca, mentre stava percorrendo proprio l’area devastata dagli incendi. È stato lui stesso ad allertare il Nue 112. Il primo ad arrivare sul posto è stato un soccorritore che abitava nei pressi e che ha incontrato lungo il percorso di avvicinamento le guardie forestali, accompagnate poi fino al luogo dove si trovava il ferito. L’uomo ha riportato una frattura alla spalla e un forte trauma all’anca.

Tornando all’incendio vero e proprio, è stato anche il rapporto dei vigili del fuoco a dare il polso della situazione. «Mentre gli interventi in val Resia e Pulfero nel territorio Udinese sono terminati, rimane aperto, anche se la situazione è in netto miglioramento, il fronte per l’incendio sul Carso goriziano».

Di lì la decisione di intervenire in mattinata con i droni del nucleo regionale Sapr (Sistema aeromobile a pilotaggio remoto) dei Vigili del fuoco del Veneto.

QUI IL VIDEO DEI DRONI

Droni che, durante le ricognizioni, hanno evidenziato le zone calde dove le squadre da terra e un elicottero regionale hanno poi concentrato il lavoro per eliminare gli ultimi focolai latenti. Sul campo le squadre dei Vigili del fuoco, della Forestale regionale, i volontari dell’antincendio boschivo della Protezione civile.

Intanto, come detto, la gente del Carso è tornata a casa. Non senza prescrizioni: le aree interessate dal rogo restano vietate ai non residenti. Una misura necessaria per non intralciare le operazioni di bonifica e di monitoraggio tra Doberdò del Lago e Savogna. «Abbiamo revocato le ordinanze per lo sfollamento confidando che non vi siano riprese di fiamme. Tutto viene sempre mantenuto sotto controllo, con le bonifiche dei focolai e i costanti monitoraggi», ha osservato il sindaco di Doberdò, Fabio Vizintin. Con il collega di Savogna, Luca Pisk, a sottolineare: «Il divieto di entrare per i non residenti è assoluto. Nessuno ha accesso all’abitato di San Michele».

L’assetto operativo non ha mollato la presa. Lavoro e ancora lavoro. Il coordinatore della Protezione civile di Monfalcone, Andrea Olivetti, ha spiegato: «La pioggia non è stata sufficiente, pertanto la presenza nell’area carsica incendiata si mantiene seguendo i criteri di intervento richiesti dallo stato attuale e dall’evoluzione della situazione». Svuotate le strutture di accoglienza, a Monfalcone la palestra di via Baden Powell è stata così come la palestra di Savogna. La viabilità resta sempre interdetta lungo il Vallone e le strade secondarie, nonchè le statali in direzione del confine sloveno.

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