In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni
gli incendi

Incendi sul Carso, dopo San Michele abitanti evacuati anche a Devetachi, Visintini e Marcottini. Via da casa più di 400 persone. Ziberna: «Roghi dolosi, chi sa parli»

Preallerta a Palchisce e Gabria. Il sindaco di Gorizia: a Devetachi fiamme partite dalla strada, quindi è stata una mano umana a innescarle

Stefano Bizzi e Marco Bisiach
Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Continua a bruciare il Carso. Nella notte gli incendi che nei giorni scorsi erano stati circoscritti e domati hanno preso vigore e il fuoco ha superato il crinale, considerato dalla forestale e dai vigili del fuoco il punto critico. Qui tutti gli aggiornamenti

Il fumo e le fiamme oltre il crinale: l'incendio visto da San Martino del Carso

Incendi sul Carso, le testimonianze del sindaco e degli sfollati a Savogna d'Isonzo



L’evacuazione


La frazione di San Michele del Carso è stata interamente evacuata, con una trentina di famiglie sfollate già nella notte. L’incendio scoppiato nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 27 luglio, si è avvicinato infatti all’abitato della frazione di Savogna d’Isonzo. A lottare contro le fiamme, oltre a vigili del fuoco, corpo forestale del Friuli Venezia Giulia e squadre anti-incendio boschivo della Protezione civile, ci sono tre elicotteri e due Canadair. Impegnati anche i vigili del fuoco sloveni per dare supporto ai colleghi italiani. Nel pomeriggio si è reso necessario procedere a evacuazioni anche a Devetachi e Marcottini nel territorio di Doberdò del Lago. Situazione in peggioramento anche a Gabria, frazione di Savogna.

L’evacuazione è iniziata alle 3 di questa notte, giovedì 28 luglio. I cittadini erano stati preallertati dell’eventualità già verso le 23. Poi, nel cuore della notte, quando le fiamme hanno superato il crinale, il sindaco di Savogna Luca Pisk, ha ordinato l’inizio delle operazioni. Alle 4, ci sono stati i primi arrivi nella palestra del paese, già allestita nei giorni scorsi, quando, sempre in via precauzionale, era stata effettuata una prima evacuazione. Precauzionale è stato anche l’intervento di ieri. A preoccupare era più il fumo che le fiamme, che sono state fermate a circa 600 metri dalle abitazioni. La maggior parte delle persone ha in ogni caso trovato accoglienza da amici o parenti. Nel corso della mattinata l’evacuazione ha interessato l’intera frazione interessando oltre 200 persone. 

Il fronte del vento

Il problema principale, al momento, è il vento che spinge il fronte dell’incendio verso l’abitato e con esso il fumo. “Adesso si è avvicinato – spiega al telefono alle 9.50 Enrico Visintin, cittadino preoccupato per la situazione -. È abbastanza vicino alle case di San Michele del Carso. Sta peggiorando. C’è tanto vento, ma gli elicotteri stanno volando senza sosta. Ogni due minuti fanno il pieno d’acqua nelle vasca della protezione civile del paese. E poi ci sono i Canadair, che però devono fare un giro più lungo per pescare l’acqua in mare di fronte a Duino”.

Il sindaco Luca Pisk non ha dubbi sull’origine dell’incendio. “Stavolta – dice – è evidentemente di origine doloso, perché è partito dalla Statale 55, in un punto mai interessato da incendi. E questo è preoccupante”.

In volo sopra il Carso distrutto dalle fiamme: la devastazione vista dall'alto

L’appello di Ziberna: «Incendi dolosi, chi sa parli»

«Speravo davvero che l'incubo fosse finito ma a causa, molto probabilmente, di qualche delinquente che spero si riuscirà a identificare l'incendio è ripreso ieri pomeriggio provocando nuovi danni e la nuova evacuazione di San Michele del Carso – ha dichiarato questo giovedì mattina il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna -. Si presume la natura dolosa perché l'incendio di Devetachi è partito dalla strada e quindi si può dire quasi con certezza che a provocarlo sia stata una mano umana.

Fa rabbia solo il pensarlo ma non basta. Tutti ormai dobbiamo sentirci coinvolti in questa battaglia e faccio mio l'appello lanciato ieri dal prefetto: se qualcuno ha visto o sentito qualcosa parli, informi le forze dell'ordine. Mettiamo fine a questa follia. Invito tutti a tenere alta la guardia e qualsiasi cosa sospetta si veda, si chiami subito chi di dovere. Vi prego, prestiamo attenzione».

«Intanto tutta la notte sono continuate le operazioni di spegnimento con il Corpo forestale, i Vigili del fuoco, Forestali e #volontaridivalore della Protezione civile – ha aggiunto Ziberna -. Inizialmente sembrava sotto controllo, poi il cambio del vento ha peggiorato la situazione ed ha costretto nella notte l'evacuazione di 25 persone da San Michele nella palestra di Savogna d'Isonzo. Attualmente le operazioni di spegnimento proseguono e sono tornati in azione elicotteri ed aerei.

Sul fronte sloveno, mi conferma il sindaco di Nova Gorica Miklavič con cui ci rapportiamo in continuazione, invece tutti gli incendi sono stati domati. La Strada del Vallone, la statale 55, rimane ancora chiusa per evidenti motivi mentre il vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi, ha sottolineato che sono a disposizione le stesse strutture di qualche giorno fa».

Gli incendi in Val Resia


In Val Resia da giorni il fuoco non molla la presa. Qui ieri era operativo un elicottero della Protezione civile regionale, mentre un altro era impegnato a Taipana (Udine) e un altro ancora a Frisanco, nella montagna pordenonese. Si sorvola il Friuli, la periferia est di Udine, Remanzacco, Povoletto, Tricesimo, Gemona, Venzone, e poi ci si addentra tra le vette ferite della Val Resia.

Ottanta ettari di vegetazione andati in fumo: non è, almeno in termini numerici, il Vietnam carsico, e lo si vede; ma le cime, la gola, il torrente, rendono la mortificazione dei boschi spaventosamente spettacolare. Il fuoco insiste ancora e si vede: spunta una fumarola sul versante a ridosso della strada che porta all’abitato di Resia, temporaneamente chiusa, e subito dall’elicottero si avvisa la centrale.

Incendi sul Carso: a bordo dell'elicottero della Protezione civile sopra i luoghi del disastro

La strada di accesso al paese è stata chiusa, lasciando nel quasi totale isolamento circa mille persone, che, per entrare e uscire, devono avere il “via libera” della sindaca Anna Micelli ed essere scortati dalla Protezione civile. Troppo pericoloso passare in auto sotto quel versante, c’è il rischio di caduta massi. Infatti, con l’elicottero si va alla ricerca di un masso in particolare, segnalato perché pericoloso. È grande, ma nascosto dalla vegetazione; si riproverà più tardi.

I commenti dei lettori