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il ricordo degli amici

Alpino irruento dal cuore d’oro Il suo locale un porto di mare

Aggiornato alle 1 minuto di lettura
Stefano “Villy” Bergomas, secondo da sinistra, con il cappello di alpino 

MARIANO DEL FRIULI. Simpatico, aperto e disponibile con quella sua stazza che lo faceva assomigliare al gigante buono delle favole. E buono Stefano lo era per davvero. Sembra impossibile d’ora in poi pensare di non vederlo più nel suo agriturismo “Da Villy” di Corona, una vera e propria pietra miliare del mondo della ristorazione, aperto in paese dal 1994, a conduzione familiare e noto a tutti. Da tempo Stefano lo gestiva con la compagna Virna, il figlio Marco e Alex. Un locale che è sempre stato come un porto di mare frequentatissimo da tutti dove ci si fermava a bere un bicchiere oppure a cenare, a fare delle feste. A chiacchierare, a brindare. Di tutto e di più con Stefano che accoglieva amici e avventori, sempre pronto alla battuta e capace di creare quel climadi amicizia che contagiava tutti.

Uno dei grandi amici di Stefano, Alessio Luisa, presidente dei donatori di Mariano e Corona lo ricorda così: «Era unico, lascia un vuoto incolmabile in paese, ha dato l’anima per la comunità ed era vicino a tutte le associazioni. È stato un grandissimo amico, un po’ irruento forse ma dal cuore grandissimo. L’agriturismo è un lavoro che aveva avviato bene e lo riempiva di soddisfazioni». Bergomas era fiero di essere stato alpino e aveva svolto il servizio militare nel quinto scaglione Ana alla caserma Italia di Tarvisio nel 1988. Aveva riallacciato i contatti con i suoi commilitoni, alcuni provenienti dal Veneto, e organizzato il pranzo facendo venire tutti nel suo agriturismo. «Stefano era un nostro amato socio – sottolinea l’alpino Elvino Nadali – è la sua scomparsi ci riempie di tristezza. Siamo vicini alla famiglia».

Nato nel 1969 della sua classe di Mariano e Corona era proprio l’unico di Corona. Nel 2019 con i coscritti aveva festeggiato i 50 anni sempre nel suo locale. «Una bellissima serata – ricorda oggi Stefano Viola che, a nome della sua classe, manifesta il dolore di una generazione – e Stefano era proprio contento di fare la festa da lui. Ci manca già. Si era fatto tutto da solo con impegno. Il suo è stato davvero un destino crudele e ingiusto. C’è da piangere pensando a suo figlio e al dolore di tutta la famiglia».

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