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I collegamenti sono il nodo da sciogliere per lo sviluppo di Trieste

L’esito del sondaggio fra i lettori

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TRIESTE. Per i triestini le chiavi per lo sviluppo della città sono il porto e la scienza, il turismo arriva al terzo posto.

Ritengono anche che i collegamenti siano quando manca alla città per decollare su quest’ultimo fronte, e che Miramare sia il suo principale punto di forza.

Questi gli esiti del sondaggio (1477 persone consultate) condotto online fra i lettori de Il Piccolo - gruppo Gnn per l’arrivo a Trieste dell’Alfabeto del Futuro, che ha visto gli ospiti intervistati dal direttore de La Stampa Massimo Giannini, dalla condirettrice de Il Piccolo Roberta Giani e dal direttore del Secolo XIX Luca Ubaldeschi.

Il questionario prevedeva tre domande. Alla prima, “qual è la chiave per lo sviluppo di Trieste?”, in 626 hanno optato per “Porto e logistica”. Al secondo posto, con 375 voti, “Scienza e ricerca” e al terzo, 284 voti, il “Turismo”. Seguono poi le “infrastrutture” (124 voti) e “Industria” (68 voti). Alla domanda “Che cosa manca a Trieste per decollare come città turistica?”, ben 650 persone hanno invocato “Collegamenti più efficienti”, mentre un gruppo comunque numeroso (461) ha rilevato la carenza di “Cultura del turismo” (ovvero gentilezza e professionalità degli addetti, flessibilità degli orari ecc.). Altre 260 persone ritengono manchino “Grandi eventi e mostre”, mentre 81 hanno votato “campagne promozionali” e 18 “strutture ricettive”. Infine alla domanda sul “simbolo turistico per eccellenza” di Trieste, in 712 hanno risposto Miramare. Piazza Unità ha ottenuto 541 voti, terzo con 154 preferenze lo sfortunato Tram de Opicina. Infine 21 voti al castello di San Giusto e 17 per il “Pedocin”.

«Sicuramente il mare ha sempre portato fortuna a questa città», ha commentato il sindaco Roberto Dipiazza. «Io sono per il turismo perché già quand’ero sindaco di Muggia ho realizzato porto San Rocco, e ora abbiamo portato 500 mila turisti, prossimo anno 700 mila».

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