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Crociere, Mariani: «La grande occasione ce la giochiamo adesso»

L’ad di Trieste Terminal Passeggeri: «Per ogni approdo in 70 al lavoro più l’indotto». Massa: «Qui un porto strategico»

Diego D’Amelio
1 minuto di lettura

TRIESTE. «Ce la giochiamo ora». È questo l’appello alla città dell’amministratore delegato di Trieste Terminal Passeggeri Francesco Mariani, che chiude il dibattito dell’Alfabeto del Futuro sulla crocieristica con l’invito a remare nella stessa direzione, perché «se la crescita di oggi dipende dalle difficoltà di Venezia, questo territorio ha tutte le caratteristiche per trattenere i traffici: stiamo facendo un grande sforzo per garantire la qualità dei servizi».

Mariani riassume lo stato d’animo degli operatori che, dallo stop all’ingresso delle grandi navi a Venezia, stanno registrando un 2022 da record a Trieste. Nell’intervista della condirettrice del Piccolo Roberta Giani, l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Bini sottolinea come «nel 2019 a Trieste si contavano 200 mila presenze di crocieristi, che quest’anno diventeranno 500 mila e per l’anno prossimo puntiamo a 750 mila». Il turismo si è rimesso in moto dopo la pandemia: «Un momento magico», continua Bini, evidenziando che «Trieste è il biglietto da visita principale del Friuli Venezia Giulia: una città cresciuta e cambiata moltissimo».

La mutazione si apprezza anche dalla presenza delle navi bianche. Ne arriveranno 240 quest’anno. Leonardo Massa, managing director Italia di Msc Cruise, nota come «per noi Trieste è un porto strategico e lo dimostrano i nostri investimenti e gli 80 mila ospiti che porteremo quest’anno». Adesso «occorre qualità per consolidare – ragiona Mariani – e stiamo lavorando duro». Sul fatto che ne valga la pena Mariani non ha dubbi: «Ci si chiede cosa lascino le crociere sul territorio, ma bisogna chiedersi cosa il territorio fa per prendere dalle crociere. Ci sono navi di lusso i cui passeggeri spendono molto, ci sono 12 compagnie che arrivano qui. Ci sono persone che visitano Trieste per la prima volta e noi dobbiamo aumentare i servizi, l’appeal. E ricordiamo che per ogni approdo ci sono 70 persone che lavorano e tutto l’indotto dei servizi di fornitura a bordo».

In tempi di turismo emozionale, «dobbiamo stimolare – dice Mariani – i cinque sensi. Questo territorio ti fa vivere bellezza, cultura, enogastronomia. E quando 400 mila passeggeri si fanno un selfie in piazza Unità, ci sono milioni di persone che vedranno Trieste nel mondo».

Ma i residenti apprezzeranno la piccola invasione quotidiana? Nessun dubbio per Bini e Mariani. Secondo l’assessore, «va lanciato un messaggio non disfattista e i triestini hanno capito quante opportunità occupazionali e di consumi ci sono».

L’ad di Ttp ammette che «una crisi di rigetto può esserci e vanno affrontate le criticità a cominciare da quella ambientale: il Pnrr prevede investimenti importanti sul cold ironing per portare energia elettrica in banchina e non produrla quindi più con il carburante».

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