Da esploratore a gourmet: l’identikit del “nuovo” turista del Friuli Venezia Giulia

I trend del 2022 consolidano e integrano i cambiamenti già emersi un anno fa: l’esperienza su misura attira più del luogo in sé. Le chance per il nostro territorio

TRIESTE Improvvisazione, emozione, adrenalina. Possibilmente vicino a casa, in cornici dove la natura troneggia, insolite, non di massa, dove sentirsi un po’ nomadi, un po’ esploratori anticonformisti. E dove, dopo aver fatto trekking, arrampicata, yoga aereo, sky-diving, airboarding o più semplicemente una passeggiata o qualche chilometro in bici, ci si può rilassare con un calice di vino e un formaggio goloso in un borgo tranquillo e autentico. È questo che cerca il viaggiatore del futuro, il “nuovo” turista, e in Friuli Venezia Giulia, meta affatto scontata e fuori dai classici circuiti, ricca di verde, spettacolarità e percorsi slow, ci si va a nozze.

Nel post pandemia, quando più di qualcuno si è accorto che si vive una volta sola, si cerca soprattutto l’esperienza, che attira più della meta in sé. Insomma, un luogo non deve essere solamente bello, ma rendere sempre più il turista protagonista, dandogli qualcosa in più, per soddisfare la sua voglia di emozionarsi. Emerge questo dagli studi e dai dati in possesso di PromoTurismoFvg: dopo le tante incognite create dall’emergenza sanitaria, nel 2022 le vacanze saranno di prossimità, più lente, consapevoli e sicure. E i viaggi su misura acquisteranno sempre più successo rispetto agli itinerari preconfezionati.

Se ci addentriamo nei mille inglesismi che raccontano le tendenze del turismo 2022, ecco che spuntano parole come adventure travel o undertourism (quello che si fa in luoghi inesplorati e non affollati). Trend che integrano quelli già apparsi nel 2021, e ancora più che validi oggi, come natura, aria aperta, staycation (i viaggi di prossimità, in pratica quelli che si fanno stando vicino a casa propria).

Vanno quindi forte ecoturismo e avventura, un segmento che unisce, alla componente naturalistica, l’attività fisica e l’immersione culturale. Segmento che si divide in soft adventure per over 40 con attività più slow come cicloturismo e cultura, con trekking, percorsi enogastronomici e borghi vicino a casa, e hard adventure, più ricercati nella fascia delle generazioni più giovani, tra cui sport più estremi quali arrampicata, bungee-jumping, sky-diving, trailrunning, airboarding, aerial yoga, hyrox, slackline (si cammina in equilibrio su una fettuccia), e-mountainbiking.

Il turismo esperienziale continua dunque a rimanere in cima alla lista. E che il viaggio sia tendenzialmente balneare o montano, urbano o rurale, enogastronomico, sportivo o spirituale, la vacanza deve essere inclusiva e varia. Si è cioè ridimensionata la domanda di una vacanza a senso unico, monotematica: si uniscono esperienze diverse tra attività all’aperto (qualche ora di camminata, bici, trekking), culturale (intesa sia come cultura in senso più tradizionale che cultura enogastronomica) e relax. L’obiettivo è uno: il benessere, fisico e mentale.

Due anni di pandemia e un virus che, seppure più gestibile, continua a circolare, hanno cambiato e continuano a cambiare parecchio le abitudini e i desideri dei vacanzieri, e il discorso vale anche per l’estate 2022: gli spazi chiusi suscitano ancora qualche timore e si punte sempre all’aria aperta. Anche per le esperienza enogastronomiche, sempre più richieste. Il Friuli Venezia Giulia vanta un’offerta variegata e molto legata alle tradizioni, elemento particolarmente ricercato dal turista. I luoghi sono realtà da scoprire da protagonisti, conoscendo, parlando e condividendo momenti con chi in quei luoghi ci vive.

Natura, territorio, cibo, autenticità: non possono non andare a braccetto con la sostenibilità, che non rappresenta più un plusvalore ma una costante. Non può infatti esistere turismo, soprattutto estero, se non attento a questo aspetto. Lo sforzo da parte della destinazione o di chi si propone al mercato - come emerge dalle analisi di PrpmoTurismo Fvg - deve infatti essere effettivo e concreto: siamo di fronte a un utente, soprattutto di Europa centrale e settentrionale, molto sensibile ed esperto, che non si lascia abbagliare dagli slogan. Questo diventa quindi un asset fondamentale per lo sviluppo e il futuro delle aziende che, oggi come non mai, vogliono rimanere competitive, e in Friuli Venezia Giulia si coniuga non solo come tutela e difesa del patrimonio ambientale, ma anche come salvaguardia e valorizzazione delle tradizioni e delle tipicità presenti in tutti i territori.

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