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Caro benzina, il Codacons presenta un esposto alle quattro Procure del Friuli Venezia Giulia: possibili speculazioni alla base degli aumenti record

Rispetto a marzo il prezzo del petrolio è sceso dell’8,4% ma il listini alla pompa sono alle stelle: senza il taglio delle accise la “verde” costerebbe oltre 2,4 euro al litro

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TRIESTE  Prezzi alla pompa troppo alti, anche se il prezzo del petrolio è sceso, per la precisione dell’8,4 per cento dallo scorso mese di marzo. Un’incongruenza troppo evidente per non convincere il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori (Codacons) a intraprendere un’azione decisa.

Anche in Friuli-Venezia Giulia, infatti, la magistratura dovrà intervenire sull’escalation senza sosta dei listini dei carburanti visto che il Codacons, unica associazione italiana a scendere in campo con denunce penali contro il caro-benzina, ha presentato un nuovo esposto alle Procure della Repubblica di Udine, Trieste, Pordenone e Gorizia e all’Antitrust, chiedendo di indagare sugli «abnormi rincari dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa registrati nelle ultime settimane in regione e su possibili speculazioni in atto a danno di consumatori e imprese del Friuli-Venezia Giulia».

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) 1.41524294]]

Nella nota dell’associazione, inoltre, si precisa che «oggi la benzina costa oltre il 28,5% in più rispetto allo scorso anno, mentre il gasolio è rincarato di circa il 37,5% rispetto al 2021. Un andamento dei listini del tutto anomalo, che si registra nonostante il taglio delle accise disposto dal Governo e che non sembra essere giustificato dalle quotazioni petrolifere».

Negli ultimi mesi, infatti, «il petrolio ha raggiunto il suo picco il 9 marzo 2022, quando il Brent ha toccato la soglia dei 131 dollari al barile – analizza ancora il Codacons –. In tale data la benzina, e senza il taglio delle accise pari a -30,5 cent scattato solo il 22 marzo, costava in media 2,048 euro al litro in modalità self, 1,966 euro il gasolio. Oggi il petrolio è quotato ben al di sotto dei 120 dollari al barile, mentre la verde costa in media 2,075 euro al litro e il gasolio 2,030 al litro. Questo significa che, nonostante le quotazioni del petrolio siano calate la scorsa settimana dell’8,4% rispetto a marzo e malgrado il taglio delle accise, benzina e gasolio costano oggi ingiustificatamente di più».

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Fuori dalle autostrade rimarrà in vigore un tetto ai prezzi, che dovrebbe però essere più alto rispetto a quello attuale]]

Per dare un quadro della gravità della situazione, «basta considerare che in assenza del taglio delle accise pari a 30,5 centesimi di euro al litro, la benzina costerebbe oggi oltre 2,4 euro al litro (2,38 euro il gasolio) superando il record storico raggiunto nell'ottobre del 1976, quando un litro di benzina arrivò a costare 500 lire, pari a 2,31 euro a valori correnti».

Con l’esposto «chiediamo ad Antitrust e Procure di attivarsi per capire chi stia speculando aumentando ingiustificatamente i listini dei carburanti alla pompa, che salgono nonostante il calo del petrolio, e di aprire indagini sul territorio attraverso l’ausilio di Nas e Guardia di Finanza per i reati di manovre speculative su merci e aggiotaggio, sequestrando atti e documenti utili presso le sedi delle società petrolifere presenti in Italia», afferma l’avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons.

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