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Il nuovo direttore di Arcs congela l’atto aziendale firmato dal predecessore

Sospensione in autotutela decisa da Polimeni dopo lo stop al documento di Tonutti da parte della Direzione centrale salute. Opposizioni all’attacco: sistema allo sbando

Diego D’Amelio
2 minuti di lettura
Joseph Polimeni insieme a Riccardo Riccardi 

TRIESTE L’Azienda regionale di coordinamento per la salute si boccia da sola e sospende il suo stesso Atto aziendale, approvato a febbraio e subito impugnato dalla Direzione centrale salute, senza che la notizia fosse mai emersa.

Accade dopo il cambio al vertice dell’Arcs fra l’uscente Giuseppe Tonutti e il neonominato Joseph Polimeni. Il primo scrive e adotta l’Atto aziendale che organizza l’ente di coordinamento introdotto dal vicepresidente Riccardo Riccardi, ma si vede bloccare il documento dalla Direzione centrale, decidendo di tenerlo in vigore ugualmente. Il secondo si insedia, scopre il veto e sospende l’Atto per autotutela, assicurando comunque che la versione definitiva sarà approvata con modifiche in tempi brevi. È un nuovo capitolo delle difficoltà di funzionamento interno che il Sistema sanitario regionale sta incontrando e l’opposizione insorge contro la giunta Fedriga.

La storia non può che essere raccontata come un flashback, perché tutto parte dal decreto con cui il nuovo direttore generale dell’Arcs Polimeni ha deciso due giorni fa di ritirare per autotutela l’Atto in vigore, conformandosi dalla scelta della Direzione centrale di non dare il nulla osta. Cosa non andasse di preciso nel documento di febbraio non è dato a sapere, ma dai piani alti della Regione spiegano che la questione è legata alle competenze sulla regia del Ssr, che vanno ancora definite dopo la nascita dell’Azienda di coordinamento nel 2019. L’Arcs reclama una serie di responsabilità, mentre la Direzione centrale (che comanda sull’Azienda di coordinamento) vuole mantenerle. Da qui lo stop da parte della Direzione.

La vicenda emerge dopo la recente pubblicazione del decreto con cui Polimeni sospende l’Atto della sua stessa Azienda, creata nel 2019 dalla riforma Riccardi con l’obiettivo di coordinare la gestione degli enti della sanità regionale. Da Arcs e Regione assicurano comunque che, dopo il veto della Direzione centrale, il confronto tra enti è andato avanti. Anche questa volta, come accaduto dopo la recente bocciatura dei cinque Atti aziendali di Trieste, Udine, Pordenone, Burlo e Cro, l’impegno è ad approvare il nuovo documento organizzativo a strettissimo giro.

Il vicepresidente Riccardo Riccardi non commenta «per evitare nuove strumentalizzazioni» e la risposta è affidata a una nota ufficiale della direzione di Arcs. Il comunicato spiega che «il decreto approvato in autotutela revoca la proposta di Atto aziendale di Arcs del 22 febbraio, già a suo tempo ritenuta, da parte della Direzione centrale Salute, non in linea con l’attuale programmazione regionale. La revoca rappresenta un dovuto procedimento amministrativo, che non provoca alcuna interruzione o rallentamento alle normali attività. Quanto sopra è propedeutico, comunque, alla prossima adozione del nuovo Atto aziendale già validato dalla Regione, la cui approvazione formale è programmata nel giro di qualche giorno».

Non basta ad evitare una nuova raffica di attacchi da parte delle opposizioni, che proprio sulla bocciatura degli Atti di tutte le Aziende sanitarie regionali, hanno accusato la giunta di non riuscire a governare il sistema, chiedendo le dimissioni di Riccardi anche per la sua scelta di “scambiare” Tonutti e Polimeni, per risolvere ad un tempo le ostilità trasversali suscitate da Polimeni a Pordenone e i rapporti non facili tra Tonutti e la Direzione centrale.

«Riccardi pare ubriacarsi del suo enorme e solitario potere – dice il segretario del Pd Fvg Cristiano Shaurli – cosa completamente diversa è governare la sanità pubblica. Il tempo galantuomo porta alla luce errori nella gestione di una sanità che purtroppo sprofonda sempre più nel caos». Il cinquestelle Andrea Ussai sottolinea che «il ritiro in autotutela dell’Atto aziendale di Arcs sancisce, se ci fosse stato bisogno di una conferma, il fallimento della gestione della sanità in Friuli Venezia Giulia. Si conferma il disastro dell’iter che ha portato all’adozione degli atti aziendali, nella totale assenza di condivisione». Il consigliere Walter Zalukar annuncia intanto «un’interrogazione per conoscere le ragioni della bocciatura dell’Atto di Arcs da parte della Direzione centrale Salute». Secondo Simona Liguori, «Polimeni e Tonutti vanno sentiti con urgenza dalla commissione Salute: la mano destra non sa cosa fa la sinistra».

Attacca anche il sindacato dei medici anestesisti e rianimatori. Per il segretario regionale di Aaroi Emac Alberto Peratoner, «si deve purtroppo constatare che dopo un coma profondo di Arcs di due anni, dopo il fasullo e propagandistico coinvolgimento dei tecnici su una fantomatica e tardiva riforma del sistema di emergenza urgenza Fvg, siamo all’ennesimo Atto aziendale sbugiardato, invalidato e sospeso. Arcs è protagonista di una tragicommedia».

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