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Da Miramare al Pedocin: vota i pregi e i difetti di Trieste

Aperto sul sito de Il Piccolo un sondaggio online fra i lettori: tre domande su chiavi di sviluppo e opportunità da cogliere

2 minuti di lettura

TRIESTE Li si vede scattarsi selfie sul Ponte curto, li si sente chiedere informazioni su qualche monumento, li si nota mentre passeggiano lungo le vie del centro. I turisti, soprattutto in questa stagione, fanno sempre più parte del vissuto quotidiano di Trieste e dei suoi residenti. Cresce il contributo che portano all’economia del territorio. Un territorio che però può avere altre carte da giocare per uno sviluppo che occorre saper indirizzare. Parte proprio da qui il sondaggio online che nel contesto della tappa triestina de L’Alfabeto del futuro, in programma il 23 giugno alle 17.30, Il Piccolo lancia fra i propri lettori, così da capirne le opinioni e ricavarne qualche indicazione. Chiedendo loro, attraverso tre domande, come vedano la Trieste del presente e del futuro.

Tre dunque i quesiti ai quali, collegandosi al sito de Il Piccolo, si può fin d’ora rispondere. Il primo è quello che più in generale interroga il lettore sulla visione della città: quale è la chiave per lo sviluppo futuro di Trieste? Cinque le risposte fra le quali scegliere. Il turismo, dirà appunto qualcuno. Ma ci sono anche la scienza e la ricerca, altro settore fondante della peculiarità di Trieste. O ancora l’industria. E il porto e la logistica, protagonisti anch’essi di una crescita decisa. E infine le infrastrutture.

L’Alfabeto del futuro – Ecco il link per iscriverti alla tappa di Trieste, cliccalo e scegli la testata Il Piccolo:

https://eventi-live.gedidigital.it/dashboard.html

Il secondo quesito riguarda più direttamente il tema al centro dell’evento. E dunque: che cosa manca a Trieste per decollare come città turistica? Le cinque risposte fra le quali scegliere riguardano qui altrettanti punti nevralgici del settore: si va dalla campagna promozionale alle strutture ricettive; ma c’è anche la cultura del turismo, intesa come una serie di fattori che vanno dalla flessibilità degli orari al livello di professionalità di chi nel settore opera; e ancora i collegamenti, punto nodale di cui da decenni si discute in termini di efficienza da migliorare; oppure i grandi eventi e le mostre, da sempre vera calamita di un turismo di qualità.

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La terza domanda chiede ai lettori di indicare quale sia il simbolo turistico per eccellenza di Trieste. Di certo a molti viene in mente il Castello di Miramare, meta imprescindibile per la bellezza del sito e la storia alla quale si intreccia. Ma c’è naturalmente San Giusto, uno dei simboli della storia e dello sviluppo della città nel corso dei secoli. E si può considerare il Pedocin, lo stabilimento balneare al centro di una infinità di narrazioni nel suo essere ultimo esempio in Italia - e forse non solo - di spiaggia ad accesso rigorosamente diviso in base al sesso, struttura comunale che incrocia origini asburgiche e popolarità. E ancora ecco piazza Unità d’Italia, la più grande piazza affacciata sul mare, protagonista di un’infinità di scatti fotografici, a partire da quelli ottocenteschi in cui compare con il rigoglioso giardino orientato verso il mare. Ultima opzione, il Tram di Opicina, sul quale i turisti continuano a chiedere indicazioni anche se è fermo ormai da anni.

Tre domande dunque per una serie di possibili risposte. I risultati saranno esposti il 23 giugno.

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