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Giallo di Trieste, Sterpin: «Su Lilly non ho inventato nulla, nessuno potrà più insinuarlo»

Claudio Sterpin si espone dopo i primi risultati delle analisi sui telefonini di Liliana. «Quando qualcuno mi dava del bugiardo, sapevo che la verità sarebbe emersa»

TRIESTE «Finalmente nessuno potrà più darmi del bugiardo e dire che mi ero inventato o che avevo ingigantito la mia storia con Liliana». Claudio Sterpin si toglie qualche sassolino dalla scarpa, forte di quei messaggi riemersi dalle analisi disposte sui telefoni cellulari della Resinovich. «La cosa non mi consola, perché dal quel 14 dicembre mi sveglio ogni notte pensandola», ammette lo stesso Sterpin: «Quando qualcuno sosteneva che io dicessi frottole, la cosa mi entrava da un orecchio e usciva dall’altro, perché sapevo che prima o poi la verità sul nostro rapporto sarebbe emersa, come quella sul rapporto logoro tra Lilly e il marito.

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