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Fondi pubblici alla Chiesa, Croazia divisa

Lo Stato versa ogni anno 100 milioni di euro in base al trattato firmato 25 anni fa. Nell’opinione pubblica crescono i contrari

Può far cadere il governo, ne può costruire uno, oppure distruggere la carriera politica di un ministro, tanto e tale è il potere della Chiesa cattolica in Croazia. Potere derivatole da quegli accordi mai scritti con il primo presidente del Paese indipendente Franjo Tudjman. Del resto l’Opus Dei quasi mai lascia tracce del suo lavoro o firma.

Più avanti, nel nome del principio di libera Chiesa in libero Stato, furono siglati importanti accordi con i governi croati e in uno di questi, già alquanto datato (un quarto di secolo) si stabilisce che lo Stato croato versa nelle casse della Conferenza episcopale croata qualcosa coma 100 milioni di euro.

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