Venerdì sciopero, presidio e corteo a Trieste. Possibili disagi per gli utenti degli autobus anche a Grado e nell’Isontino

Sasha Colautti dell’Usb. Foto Bruni

Le sigle conflittuali contro guerra, carovita e governo draghi

TRIESTE Venerdì ci sarà uno sciopero generale nazionale di 24 ore contro guerra, carovita e politiche del governo Draghi. Lo indicono i sindacati conflittuali in tutta Italia. A Trieste le organizzazioni proclamanti sono in particolare Cobas, Usb e Usi, che chiamano un contestuale presidio a partire dalle ore 10.30 in piazza della Borsa.

Nel corso della stessa giornata saranno possibili disagi agli autobus. E si svolgeranno pure altre iniziative di protesta, organizzate dai gruppi di lavoratori Llupi Fvg e Cat (si faccia riferimento all’articolo qui accanto). Tornando alle sigle di base, ieri mattina al bar Knulp hanno tenuto una conferenza stampa, citando i 280 esuberi annunciati dalla Flex, ma anche le rivendicazioni degli operatori dei Civici musei, gli insegnanti prima sospesi e poi «puniti» con il demansionamento.

«Fuori dalla guerra, aumentare salari e spese sociali!», ha esordito Daniela Antoni (Cobas): «Questi saranno i nostri slogan. Siamo indignati dal cosiddetto governo dei migliori, che continua a perpetrare le sue pesanti politiche sulle spalle della classe lavoratrice. Siamo contro l’aumento delle spese militari, non solo per l’invio di armi in Ucraina ma anche per la nuova base militare da 190 milioni di euro a Coltano, ad esempio. I soldi andrebbero destinati a lavoro, sociale, sanità, scuola, da anni sotto attacco. Uno dei risultati è il grado di analfabetismo funzionale del popolo italiano».

«Come sindacati conflittuali ci uniamo per la seconda volta nel giro di neanche sei mesi», ha aggiunto Sasha Colautti (Usb): «L’esecutivo investe in armamenti, nonostante la maggioranza degli italiani sia contraria, mentre nell’isteria bellica le aziende chiedono e ottengono di cassare i temi sociali. La crisi Flex è parte di questo lasciarsi dettare le politiche sociali dai privati. Duecento euro una tantum in busta paga non sono una risposta ai rincari. Rivendichiamo reddito e – ha sottolineato infine Colautti – una regia statale dietro le politiche industriali».

«Economia di guerra significa peggiorare le condizioni di vita della popolazione, limitare l’autonomia sindacale e le libertà costituzionali», ha chiosato Mario Verzegnassi (Usi): «Nella storia abbiamo già visto dove porta la corsa al riarmo. Tutto ciò oggi accade nel silenzio assordante dei confederali. Va detto però che a livello locale l’ala di sinistra della Cgil scenderà in piazza con noi».

Infine Trieste Trasporti informa che saranno garantiti tutti i collegamenti nelle fasce orarie 6-9 e 13-16. Lo sciopero dei bus inizierà infatti alle due del mattino di venerdì 20 maggio e terminerà alla stessa ora del giorno successivo, coinvolgendo pure il personale tecnico-amministrativo, oltre che conducenti, controllori e verificatori. Potrebbero dunque verificarsi disagi al servizio di trasporto e agli sportelli pubblici.

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