Violinista esclusa dal concorso Lipizer a Gorizia, l’organizzatore Qualli: «Niente contro il popolo russo, ci adeguiamo alle sanzioni decise dai 28 Paesi»

Lorenzo Qualli

GORIZIA «È una decisione del Consiglio Direttivo assunta a maggioranza in seguito alla riunione dello scorso 26 aprile e poi comunicata ai concorrenti nei termini previsti dal bando. In base a tale decisione è stata stabilita l’esclusione di tre violiniste russe dal prossimo concorso Lipizer. Ciò sull’esempio di quanto sta avvenendo ovunque nelle competizioni internazionali: non solo in quelle di carattere musicale, ma per esempio anche in quelle sportive».

Lo afferma Lorenzo Qualli, presidente dell’associazione Lipizer, organizzatrice dell’omonimo concorso, che a rafforzare la propria tesi porta gli esempi dell’Honens International Piano Competition in Canada e della Dublin International Piano Competition in Irlanda «che hanno ritirato gli inviti ai pianisti russi causa l’invasione russa dell’Ucraina». Qualli cita poi l’esclusione dei concorrenti russi, per «proteggere gli altri concorrenti e lo stesso concorso», da parte del concorso di violino Jean Sibelius di Helsinki. «Non abbiamo nulla contro il popolo russo, ci mancherebbe, ma siamo naturalmente contro la politica crudele di Putin. Ci adeguiamo quindi alle sanzioni prese dai 28 Paesi europei contro la Russia», dice Qualli. Che aggiunge: «Di quanto Kocharyan sta facendo circolare sui social mi è naturalmente giunta notizia.

Le abbiamo spiegato a chiare lettere che la sua esclusione non ha nulla di personale e che quando la Russia avrà cessato di indire guerre contro i Paesi della Confederazione degli Stati indipendenti saremo ben lieti di accogliere lei e altri suoi connazionali al nostro concorso: nello specifico le musiciste sono tre allieve di strumentisti russi fuggiti dalla Russia. Per ora però la nostra decisione non può venir revocata come non possono venir revocate le sanzioni indette da 28 Paesi» sulla Russia. Per il Lipizer 2023, già nel bando l’organizzazione «ritiene necessario inserire la possibilità di iscriversi da parte dei violinisti di qualsiasi Paese purché non belligerante», dice Qualli.

Che sul fatto che gli artisti russi finiscano per pagare sulla propria pelle colpe di altri risponde: «So bene le polemiche che si stanno scatenando specie su Fb per le esclusioni dei concorrenti russi agli eventi internazionali, ma certe proteste il popolo russo dovrebbe attuarle direttamente nei confronti del loro dittatore». A. P.

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