Crisi Flex di Trieste, protesta di 150 operai in piazza Unità

TRIESTE. Circa 150 operai della Flex si sono ritrovati questa mattina in piazza Unità per avere chiarezza sul proprio futuro lavorativo. Sono 280 i lavoratori dell’azienda triestina che rischiano il licenziamento.

Le rappresentanze sindacali «sono pronte a una mobilitazione forte» per difendere la Flex di Trieste, dopo l'annuncio di 280 esuberi, a fronte di un totale di circa 600 lavoratori. Lo hanno ribadito i segretari territoriali al termine di un incontro con il prefetto di Trieste, Annunziato Vardè, a margine di un presidio.

«Siamo pronti a occupare la fabbrica se non avremo risposte rispetto alle nostre richieste - ha affermato Marco Relli (Fiom) - gli esuberi sono irricevibili. Sappiamo che già stanno smontando alcune apparecchiature. Una fabbrica smantellata diventerebbe un problema per il reinserimento dei lavoratori».

Quella della Flex, ha aggiunto Antonio Rodà (Uilm) è «una vertenza importante, una delle più aspre degli ultimi 15-20 anni per il territorio. Abbiamo chiesto quindi la presenza del ministro o del viceministro dello Sviluppo economico in persona al tavolo ministeriale» e non di loro rappresentanti.

«Respingiamo gli esuberi annunciati - ha sottolineato Alessandro Gavagnin (Fim) - ci auguriamo che il prefetto si faccia parte attiva per quella che è la convocazione del tavolo ministeriale dove siano presenti azienda, parte politica e sociale per raggiungere un accordo». Il Governo, ha concluso Sasha Colautti (Usb), «deve dare risposte su come intende difendere questa azienda altrimenti andiamo incontro a un disastro. Siamo pronti a una mobilitazione forte in cui non ci risparmieremo», ha ribadito.

Il maxi esubero, peraltro accompagnato da una possibile delocalizzazione produttiva in Romania, se confermato rappresenterebbe un vero e proprio bagno di sangue occupazionale. Anche per l’intera città, visti i numeri.

Le difficoltà in cui versa lo stabilimento di Strada al Monte d’oro, dove si producono materiali elettronici (dal 2015 l’impresa fa capo alla multinazionale statunitense Flextronics), sono conosciute da tempo. Ma di tagli, certamente non in queste proporzioni, non si era mai parlato. Alla Flex lavorano 460 diretti e 85 interinali: una riduzione di 280 addetti è praticamente metà azienda.

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