Russo sul caso Alpini-Dipiazza: «Chiedo scusa io a nome dei Triestini per le sue parole». Rojc: «Le dichiarazioni del sindaco? Da cavernicoli»

TRIESTE. «Visto che Roberto Dipiazza non lo farà, lo faccio io. Chiedo scusa a nome di tutti i cittadini triestini che non si riconoscono nelle parole pronunciate dal sindaco di Trieste in merito all'adunata degli Alpini. “Siamo uomini, è normale fare così; sono solo normali apprezzamenti e non violenza” sono affermazioni incredibili di chi, prova a fare cabaret anche sulla pelle delle donne. Scusatelo, non sa di cosa parla e, purtroppo, non è la prima volta che accade».

Così il vicepresidente del Consiglio Regionale del Fvg Francesco Russo (Pd) in merito alla dichiarazioni del sindaco Roberto Dipiazza durante la trasmissione di Telequattro Ring sul tema delle molestie all’adunata degli Alpini a Rimini. «Essere toccata e palpeggiata da uno sconosciuto non è un apprezzamento o qualcosa per cui una donna dovrebbe sentirsi lusingata. E tantomeno un sindaco può apostrofare come “gentaglia” l'associazione che lavora quotidianamente per proteggere le vittime di violenza sessuale. Sono parole inqualificabili. Fare apprezzamenti eleganti, caro sindaco, non è un reato: arrivare ad utilizzare le mani, invece sì. E mi sembra incredibile che nemmeno su questo riusciamo ad essere tutti d'accordo», scrive Russo.

Una affermazione pronunciata «con la stessa nettezza con cui sottolineo che, allo stesso modo, sbaglia chi getta fango indistintamente sul corpo degli Alpini e invoca la sospensione delle Adunate. È doveroso allontanare e perseguire chi ha commesso dei reati. Ma, allo stesso modo è fondamentale proteggere con grande cura il patrimonio, la storia e la tradizione del corpo degli Alpini: sono una parte importante della memoria storica di questo Paese».

«Il sindaco Dipiazza con le sue parole fa un pessimo servizio agli Alpini e vorrei dire anche agli uomini, che per fortuna in grandissima parte non sono come li descrive: essere persone civili e rispettose significa contenere gli istinti e anche le parole, non certo giustificare il maschilismo becero o peggio. Mi dispiace, perché da un sindaco ci aspettiamo indicazioni di comportamento che non si ispirano ai cavernicoli stile “Wilma dammi la clava”, e invece Dipiazza riesce a lasciarci esterrefatti». Così la senatrice Tatjana Rojc (Pd), in merito alle dichiarazioni del sindaco Dipiazza sui «normali apprezzamenti» dei «maschi» «quando vediamo passare una bella ragazza».

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