Il sindaco di Trieste Dipiazza scatena il caso: «Alpini? Siamo maschi, la violenza è altro»

Quattro frame tratti dal video di Telequattro. Nel quarto in basso a destra il sindaco "mima" il corpo di una donna portandosi le mani al petto

Rimbalzano in tutta Italia le parole pronunciate dal sindaco in diretta a Telequattro: «Fare apprezzamenti è normale». E se sono sgraditi? «Ma chissenefrega»

TRIESTE. «Siamo maschi, è normale fare apprezzamenti. La violenza è un’altra cosa. È tanto grave che uno dice “guarda che bella quella ragazza, guarda che bel paio di... (la parola è sostituita dal gesto delle mani portate al petto) oppure guarda che bel fondoschiena ha quella? Non so...». Le parole del sindaco Dipiazza fluiscono forte e chiaro, amplificate dal microfono e rimbalzate dalle telecamere; escono dallo studio televisivo e creano la voragine.

Dipiazza, il video delle polemiche sul caso Alpini: "Siamo maschi, normale fare apprezzamenti"


Ci sono volute poche ore perché le dichiarazioni di Roberto Dipiazza, rilasciate venerdì sera al giornalista Ferdinando Avarino durante un’intervista alla trasmissione di Tele4 Ring, finissero sui siti, rilanciate dall’agenzia Ansa e riprese da tutti i giornali e portali di news nazionali. Parole che hanno sollevato un polverone e scatenato una pioggia di reazioni politiche sul tema caldissimo dell’adunata di Rimini degli Alpini e le denunce di molestie da parte di diverse donne che ne sono seguite.



Lo scambio in studio tra il sindaco e il conduttore è durato poco meno di due minuti, sufficienti per aprire un dibattito acceso rimbalzato più o meno ovunque. Alla domanda: «Cosa pensa della polemica degli Alpini», il primo cittadino ha sbottato con: «Ma stiamo scherzando? Una ha detto: “Mi hanno detto che ho un bel paio di gambe e mi sono sentita violentata”. Io e te quando vediamo passare una bella ragazza, cosa pensiamo? - ha chiesto Dipiazza all’intervistatore, visibilmente perplesso -. Ma perché siamo maschi, no? Ma figurati! Si sente violentata perché le hanno detto che ha un bel paio di gambe. E se le dicevamo che aveva un bel culo cosa diceva allora? Ma dai! Viva gli Alpini! Viva gli Alpini!. E queste quattro...che poi...tutta gentaglia lì».

Il giornalista, ricordando il ruolo della rete Non una di meno, fa notare che ci sono state delle denunce seguite al raduno delle Penne nere e che alcune donne non apprezzerebbero tali esternazioni...«Ma chissenefrega!», replica Dipiazza, che ribatte che «la violenza è un’altra cosa, questi sono solo apprezzamenti. Macché importunarla...Cinquecentomila Alpini a Rimini...Fare queste polemiche vuol dire fare male a tutto». Ed è subito un terremoto.


Dipiazza nella giornata di sabato non ha rilasciato dichiarazioni sull’accaduto. Intanto le prime a replicare, senza però mai citarlo direttamente, sono le referenti riminesi del collettivo Non una di meno, che si è fatto portavoce in questi giorni delle denunce e proteste di decine di donne: «La cultura e la società in cui viviamo sono profondamente sessiste e patriarcali, il machismo si respira in ogni ambito della vita fin dalla nascita, è parte dell’educazione che le persone ricevono in questo Paese», scrivono le referenti dell’associazione.

Ed è solo la prima reazione. Con il passare delle ore, complice l’eco fortissima su scala nazionale, arrivano altri commenti. «Credo che il sindaco Dipiazza sia completamente fuori di testa, e che la sua testa sia rimasta ferma a vent’anni fa: ascoltare queste parole mi ha fatto venire i brividi, commenta la deputata pentastellata Sabrina De Carlo, che si sta occupando tra l’altro di due proposte di legge proprio in tema di molestie -. Sono nipote di un Alpino e sono particolarmente affezionata a questo Corpo, ma sia chiaro che se viene accertato che qualcuno ha commesso violenza va punito senza se e senza ma.

È grave che un sindaco minimizzi le denunce delle donne, che finalmente hanno trovato il coraggio di parlare di questi temi e denunciare quando subiscono molestie. Dipiazza faccia un bagno di realtà ed entri nel 2022, anche e soprattutto perché ha un ruolo istituzionale: se certe cose vuole pensare, le pensi, ma non le dica pubblicamente».

Tranchant la senatrice del Pd Tatjana Rojc, che parla di stile «cavernicolo»: «Dipiazza fa un pessimo servizio agli Alpini e vorrei dire anche agli uomini, che per fortuna in grandissima parte non sono come li descrive: essere persone civili e rispettose significa contenere gli istinti e anche le parole, non certo giustificare il maschilismo becero o peggio. Mi dispiace, perché da un sindaco ci aspettiamo indicazioni di comportamento che non si ispirano ai cavernicoli stile “Wilma dammi la clava”, e invece Dipiazza riesce a lasciarci esterrefatti».

«Visto che Roberto Dipiazza non lo farà, lo faccio io. Chiedo scusa a nome di tutti i cittadini triestini che non si riconoscono nelle parole pronunciate dal sindaco di Trieste in merito all’adunata degli Alpini». Così un altro dem, il consigliere regionale Francesco Russo, che aggiunge: «Sono affermazioni incredibili di chi prova a fare cabaret anche sulla pelle delle donne. Scusatelo, non sa di cosa parla e, purtroppo, non è la prima volta che accade». Meno taglienti ma secche anche le parole di Ettore Rosato di Italia Viva: «Sarà normale per lui, non per me. Evitiamo di banalizzare cose serie, serissime. La violenza sulle donne è uno dei drammi del nostro tempo, gli uomini delle istituzioni siano i primi, sempre, a farsene carico». —



 

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