Alpini, il sindaco di Trieste Dipiazza: «Siamo maschi, normale fare apprezzamenti. La violenza è un’altra cosa». E scoppia la polemica

Il primo cittadino è intervenuto a Telequattro sul tema delle molestie denunciate al raduno delle penne nere a Rimini. Subito durissime le reazioni. La  consigliera comunale di Adesso Trieste Massolino: «Ha offeso in modo inaccettabile non solo le rappresentanti di Non Una Di Meno e l'intero genere femminile, ma anche tutti coloro che rifiutano queste forme di violenza e inciviltà»

TRIESTE. «Ma stiamo scherzando? Una ha detto: “Mi hanno detto che ho un bel paio di gambe e mi sono sentita violentata”. Quando vediamo passare una bella ragazza, cosa pensiamo? Siamo maschi. Ma stiamo scherzando? Se le avessero detto 'hai un bel c...', cosa avrebbe fatto allora? Viva gli alpini! Viva gli alpini! Vorrei dire a questa persona: Signora guardi che la violenza è un'altra cosa».

Così il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza è intervenuto su Telequattro sulla polemica a seguito del raduno degli alpini a Rimini attaccando anche l'associazione NonUnaDiMeno che ha denunciato gli episodi, parlando di «gentaglia».

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Dipiazza ha aggiunto: «Si fanno degli apprezzamenti, è normale. È grave se se si dice guarda che bella quella ragazza ... guarda che bel paio di ... che ha quella ragazza ... oppure guarda che bel fondoschiena che ha quella ragazza?». Ricordando che a Rimini c'erano «500mila alpini», il sindaco ha concluso: «Fare queste polemiche significa fare male a tutto».

«Siamo disgustate e disgustati dalle parole che il sindaco ha utilizzato su Telequattro in merito alla questione delle molestie occorse durante la parata degli alpini – afferma in una nota Giulia Massolino consigliera comunale di Adesso Trieste –. Ha offeso in modo inaccettabile non solo le rappresentanti di Non Una Di Meno e l'intero genere femminile, ma anche tutti coloro che rifiutano tutte queste forme di violenza e inciviltà. Noi di Adesso Trieste abbiamo un gruppo di lavoro sui femminismi intersezionali e le parole del primo cittadino ci fanno ancora una volta rendere conto che ce n'è veramente bisogno. Ricordiamo al sindaco che metà della cittadinanza che vive nella città da lui amministrata è donna, che grazie proprio alle lotte femministe le donne possono votare, e lo invitiamo a un incontro per spiegargli la gravità delle sue affermazioni».

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Nessun commento diretto alle parole del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza - che ha definito gli atteggiamenti tenuti nei confronti delle donne dai partecipanti all'Adunata nazionale degli Alpini a Rimini come l'espressione di apprezzamenti e non forme di violenza - ma la consapevolezza che «la cultura e la società in cui viviamo sono profondamente sessiste e patriarcali, il machismo si respira in ogni ambito della vita fin dalla nascita, è parte dell'educazione che le persone ricevono in questo Paese».

A esprimersi in questo modo è la sezione riminese dell'associazione “Non Una di Meno”, che sceglie di non replicare esplicitamente al primo cittadino giuliano e affida il suo pensiero, comunque attinente, ad una nota scritta in occasione dell'arresto, nei giorni scorsi, di un cittadino somalo per tentato stupro. «Il modello di società è organizzato in base a questi dispositivi - viene osservato dall'associazione - Che sia un welfare familistico tutto appoggiato sulla figura femminile, il supporto non pervenuto alle madri, il gender pay gap, la discriminazione di genere nelle assunzioni e potremmo andare avanti all'infinito.

È forse per questo - scrive 'Non Una di Menò - che la denuncia dell'innegabile violenza di genere avvenuta durante l'Adunata degli Alpini e sostenuta da tantissime testimonianze, relative anche a precedenti adunate, crea così tanta divisione e viene percepita come una minaccia». E questo, viene sottolineato ancora, «anche perché non andiamo a cercare un singolo colpevole ma stiamo facendo un discorso sistemico. A questo, infatti, si stanno aggiungendo tantissime altre testimonianze di violenze sessuali che numerose donne in Italia - conclude l'associazione - in contesti di grandi eventi e non solo, stanno subendo».

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