Esplosione in una fabbrica chimica in Slovenia, il tragico bilancio: 5 morti e due feriti gravi

Foto di Barbara Renchof tratta da rtv.slo

LUBIANA I vigili del fuoco e le autorità di polizia della Slovenia hanno riferito all'agenzia di stampa Sta che sono stati individuati i resti di cinque vittime dell'esplosione avvenuta ieri nella fabbrica Melamin di Kocevje.

Due lavoratori gravemente feriti, trasportati ieri in un ospedale di Lubiana con gravi ustioni, rimangono in condizioni critiche, ha aggiunto la Sta.

L'incidente, sempre secondo quanto riporta l'agenzia slovena, si sarebbe verificato durante il trasbordo da un'autocisterna a una cisterna in loco di epicloridrina, una sostanza molto volatile, che ha preso fuoco.

L’esplosione ha provocato panico nella cittadina e richiesto l’intervento di 150 vigili del fuoco, confluiti anche dalle zone vicine. Nei primi concitati attimi dopo lo scoppio, a caldo, le autorità avevano subito invitato la popolazione a chiudersi in casa e a sbarrare porte e finestre, temendo un più grave disastro chimico, tenuto conto della tipologia di produzione della Melamin.

Tuttavia, dopo un paio d’ore, si è potuto verificare che «la situazione è sotto controllo», ha annunciato Leon Behin, il comandante dei vigili del fuoco di Kocevje. Sono tuttavia importanti i danni segnalati dai media locali all’impianto, ma problemi sono stati registrati anche ad abitazioni ed edifici – incluso un ospizio e un ambulatorio – vicini al luogo dello scoppio, con vetri rotti e crepe nei muri.

Il bilancio poteva essere ancora più pesante. L’impianto di Kocevje, infatti, è classificato di grado “Seveso”, la definizione slovena per una sessantina di imprese nazionali che teoricamente potrebbero causare danni all’ambiente e alla popolazione. L’esplosione di ieri, ha però assicurato il capo della Protezione civile Srecko Sostan, non ha provocato contaminazioni dell’acqua, mentre il rilascio di altre sostanze nocive è stato «contenuto», ha riportato l’agenzia di stampa slovena Sta. Una unità dell’esercito specializzata in decontaminazioni e le centraline di monitoraggio non hanno registrato sostanze tossiche nei fumi rilasciato dopo l’incidente, il più grave di questo tipo nella storia recente della Slovenia.

Preoccupazioni che sono riecheggiate fino in Friuli Venezia Giulia, dove l’Arpa ha tenuto a precisare che sono state escluse «ricadute di inquinanti» nel territorio regionale. —

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