Scontri al primo Maggio a Trieste, Usb: “Ingerenza brutale della polizia”. Sap: “Garantite le manifestazioni previste”. Cgil: “No alle provocazioni”

Sindacato medici italiani: “Posizioni antiscientifiche e contrarie ad ogni senso civico di uno sparuto numero”. Conti (Pd): “Ribellismo cialtrone dei no pass”. Giorgi (Fi): “Chiederò a Dipiazza di vietare le manifestazioni politiche in piazza Unità”

TRIESTE. Non sono certo mancate le reazioni dinanzi ai grandi momenti di tensione vissuti oggi a Trieste in occasione del corteo del primo maggio.

Questa la posizione dell’Usb: «Il Primo Maggio è di tutte le lavoratrici ed i lavoratori. Oggi il senso di abbandono dei lavoratori è palpabile e quanto avvenuto oggi, durante il corteo del primo maggio di Trieste (anche con le tensioni derivanti da contestazioni nei confronti del sindacato confederale) è soltanto l'evidenza che Cgil Cisl Uil ormai hanno abbandonato a loro stessi i lavoratori in nome di un modello sindacale arrendevole che ha consegnato il paese in mano ai banchieri ed alla Confindustria. Per Usb il primo maggio è chiaramente di tutte le lavoratrici ed i lavoratori e riteniamo inaccettabile la violenza nei confronti degli stessi. Fatti come quelli di oggi non possono essere accettati e stigmatizziamo l'ingerenza brutale delle forze dell'ordine che evidentemente non hanno saputo gestire questa giornata senza l'utilizzo della violenza».

Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap: «Ferma condanna a coloro che utilizzano la piazza con azioni violente ed ingiustificabili. Il legittimo diritto di manifestare in modo pacifico non può abdicare a favore di chi interpreta il dissenso con metodi violenti e fuorilegge. Un plauso va agli operatori di Polizia che nella giornata della “Festa del lavoro” hanno garantito lo svolgimento delle manifestazioni previste».

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Il commento del segretario provinciale della Cgil Michele Piga: “È stata una manifestazione di grande importanza dopo due anni di pandemia in cui non è stato possibile svolgere regolarmente il tradizionale corteo. Non cadiamo nelle provocazioni di chi in maniera strumentale ha provato a prendere il possesso della piazza. Oggi, in un periodo di grossa crisi e complessità a livellò internazionale, ribadiamo l’importanza dell’unità delle lavoratrici e dei lavoratori”

Caterina Conti, segretaria del Pd provinciale di Trieste: "Sono vergognosi gli atti intimidatori, gli insulti e il tentativo di sabotare lo spazio pubblico da parte dei sedicenti 'no pass' che si son presi la scena per qualche momento, fallendo miseramente l'obiettivo di rappresentare qualcosa. Il 1º Maggio è il contrario di questo ribellismo cialtrone, è la dignità del lavoro e delle persone che si ritrova in piazza dopo due anni, a ribadire che il lavoro è fondante della Repubblica, diritto e dovere da tutelare. Chi si scaglia contro sindacati e poliziotti non chiede soluzioni, cerca lo scontro e soffia sul fuoco del disagio". 

Lorenzo Giorgi, consigliere comunale triestino di Forza Italia: «Pare incredibile che, proprio nel giorno in cui di fatto scompare, qualcuno utilizzi il Green pass per portare violenza. Cazzotti e violenze intollerabili, ancora una volta, nel cuore della nostra Trieste. Al prossimo consiglio comunale interrogherò il Sindaco affinché, facendosi portavoce con il Questore ed il Prefetto, manifestazioni politiche, come già previsto nel recente passato, non debbano più trovare ospitalità sgradita nella piazza che unisce il cuore di tutti i Triestini. Sia ben chiaro, tutte le manifestazioni vanno sempre autorizzate e permesse, soprattutto quelle che “dovrebbero” trattare di temi importantissimi come la tutela di diritti del lavoro e dei lavoratori, ma è necessario, nel rispetto di tutti, che nel luogo simbolo della città intera esista una Free Zone che resti scevra da temi che troppo spesso sfociano in violenza».

Lorenzo Cociani, segretario regionale del Sindacato Medici Italiani: «Esprimiamo la più convinta solidarietà alle organizzazioni sindacali organizzatrici dell'evento. Uno sparuto numero di persone che si ostinano ad ostentare posizioni antiscientifiche e contrarie ad ogni senso civico, alla ricerca di occasioni di facile visibilità, non può offuscare l'importanza della giornata dedicata alla Festa dei Lavoratori. Il Sindacato Medici Italiani condanna con fermezza queste forme di strumentali contestazioni ed esprime la propria vicinanza ai tanti cittadini, lavoratori e loro rappresentati che, come ogni anno, hanno celebrato l'importante manifestazione».

Giorgio Cecco, coordinatore provinciale di Progetto Fvg e dei consiglieri circoscrizionali per la Lista Dipiazza. «Peccato che a Trieste, in un modo o nell'altro, sia sempre divisivo, ma resta una giornata importante per la sensibilizzazione sulla questione lavoro e occupazione. Per storia e ora anche per altre posizioni, persistono contrasti e tensioni non condivisibili, per una tematica che dovrebbe unire oggi più che mai, le richieste comuni dovrebbero essere su lavoro possibile, dignitoso per condizioni e retribuzione, questo è da chiedere in un giorno come questo, senza altre strumentalizzazioni».

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