Compleanno di Gorizia, la città compie 1021 anni

Ziberna scrive una lettera aperta ai cittadini: «Siamo protagonisti della storia d’Europa»

GORIZIA È una giornata particolare, quella odierna, per Gorizia. Oggi, giovedì 28 aprile, infatti, la città compie 1021 anni.

Anche se la zona fu abitata fin dalla preistoria e fu sede di insediamenti romani, Gorizia viene citata ufficialmente per la prima volta il 28 aprile 1001, in un documento in cui l’Imperatore Ottone III dona il Castello di Salcano e la «villa che nella lingua degli slavi viene chiamata Gorica» per metà al Patriarca di Aquileia, per l’altra al conte del Friuli Guariento. In questi mille anni, Gorizia è stata protagonista della storia d’Europa, raggiungendo il suo apice con la Grande Contea e vivendo successivamente i grandi eventi che attraversarono il vecchio continente, fino al dramma della Seconda guerra mondiale che lasciò la città mutilata.

Il sindaco Ziberna ha voluto scrivere un suo pensiero. dedicato a Gorizia «città straordinaria che non solo ha saputo rinascere dalle proprie ceneri ma oggi è di nuovo in grado di pensare e costruire in grande per se stessa, per la sua gente, per i suoi giovani. Ed è questa convinzione che ci ha permesso, insieme a Nova Gorica, di conquistare il titolo di Capitale europea della cultura per il 2025: un titolo che consentirà la creazione di centinaia di posti di lavoro e che, già oggi, nel 2022, vede la messa in cantiere di più di 100 milioni di soldi pubblici e di altrettanti di soldi privati. I primi per la riqualificazione urbanistica della città, da Borgo castello a via Boccaccio, dal recupero del PalaBigot per i concerti a quello dell’ex sanatorio per un nuovo ospedale. Tutto - sottolinea il sindaco in quella che è uno spot elettorale - mentre si stanno riaprendo vecchi alberghi chiusi da tempo e se ne stanno realizzando di nuovi. E mentre aspettiamo, entro quest’anno l’arrivo, in città, di altri 300 giovani per i nuovi corsi attivati a Gorizia dall’Università di Trieste. La nostra città sta uscendo dal no se pol per riprendersi un nuovo, grande ruolo, in ambito regionale, nazionale e internazionale. E il regalo più bello che possiamo fare alla nostra città è quello di credere nel suo futuro, nel nostro futuro, perché, come disse John Kennedy, “non ci può essere progresso se le persone non hanno fiducia nel domani”. Lo sforzo che stiamo facendo è ingente, ma l’entusiasmo è grande».Fra.Fa.

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