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Il ministro Patuanelli: «A Trieste arriveranno le risorse pro capite più consistenti. Il Pnrr un’opportunità da cogliere»

Il ministro triestino delle Politiche agricole Patuanelli: «I governi hanno riconosciuto che il nostro è il porto più importante d’Italia»

diego d’amelio
2 minuti di lettura
(ansa)

TRIESTE Stanziare più risorse, allungare le scadenze e accantonare opere superflue, «come l’ovovia». Il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli è convinto che la sfida del Pnrr si possa vincere anche con i venti di guerra alle porte d’Europa. E crede che il Recovery Plan in Friuli Venezia Giulia significhi anzitutto porto e logistica.

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Torna a casa sua per spiegare il Pnrr a cittadini e imprese: che opportunità è?

Un’opportunità che non va sprecata e stiamo correndo per riuscire ad attuare tutte le misure. Avere capacità di allocare risorse nei tempi giusti è fondamentale per l’obiettivo. Certo, non parliamo di risorse infinite, ma vanno a toccare elementi di fragilità del nostro sistema produttivo. Risolveremo definitivamente alcuni problemi del paese.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) 1.41390225]]

Caro energia e materie prime: il Pnrr morto in culla?

Il Pnrr è un piano di rinascita per l’Italia, che non può e non deve spegnersi. Anzi, bisognerebbe rilanciarlo alla luce dei recenti avvenimenti geopolitici. Per questo il M5s chiede un secondo Recovery dedicato all’energia. Congiuntamente, bisognerebbe agire sul tetto al prezzo del gas. Se l’Europa agisse compiutamente, avrebbe un incredibile potenziale sul mercato, ma vedo riemergere qualche egoismo di troppo.

Siamo a 2022 inoltrato, reduci dalla pandemia e con una guerra in corso: bisogna posticipare la scadenza del 2026?

Alcuni obiettivi sono più difficilmente raggiungibili visto il caro materie prime e la difficoltà di approvvigionamento dei materiali, che mettono a rischio i target fissati al 2026: si deve ragionare a un prolungamento delle scadenze.

Il Recovery poggia sull’alleanza pubblico-privato: la centralità del pubblico non andava granché di moda nel passato recente…

La pandemia ha fatto crollare dogmi ritenuti intoccabili. Il più importante è legato al ruolo della Banca centrale europea, intervenuta direttamente. Si è finalmente capito che la transizione deve essere accompagnata dal pubblico o c’è il rischio di perdere intere filiere produttive.

Come saranno spese le risorse Pnrr a Trieste e in Friuli Venezia Giulia?

Credo che Trieste sia la città che riceve la maggior quota pro capite all’interno di tutto il Piano. I due governi che hanno costruito il Pnrr hanno dato atto al porto di Trieste di essere il più importante in Italia. Le risorse sono concentrate sul rafforzamento infrastrutturale del nostro porto, ma sono certo che la regione Fvg in generale saprà cogliere tutte le occasioni del Piano: il nostro tessuto imprenditoriale è pronto alla sfida.

Porto vecchio e ovovia: serve un’opera del genere?

Bene anzitutto le risorse per il Porto vecchio. Quanto all’ovovia, capisco che l’amministrazione comunale non vuol perdere l’occasione di utilizzare le risorse. Ma parliamo di soldi dei cittadini e la nostra città ha bisogno di altro, non dell’ovovia, che sarebbe poco utilizzata e costosa.

Manca la velocizzazione della ferrovia Trieste-Mestre. Siamo destinati a restare isolati?

Non tutto quello che succederà in Italia è legato al Pnrr. Basterebbe ben poco per rendere il percorso fruibile in tempi degni di un paese civile. Si è perso troppo tempo a parlare di opere faraoniche, con 30 chilometri di gallerie sotto il Carso, quando sono sufficienti una manutenzione straordinaria e la riduzione delle fermate intermedie.

In che modo l’agricoltura contribuirà al rilancio del paese col Pnrr?

Le progettualità per l’agricoltura parlano di circa 8 miliardi di euro. Agrisolare; contratti di filiera; logistica per agroalimentare e pesca; innovazione e meccanizzazione; investimenti per una migliore gestione delle risorse idriche. Stiamo accelerando su tutti i provvedimenti.

A Trieste si parla di un terminal a Prosecco per il trasporto dell’agroalimentare fresco. Dove si trovano i 50 milioni necessari?

È un buon progetto che si può calare nei bandi per la logistica del Pnrr, tentando di attrarre risorse.

Il Pnrr non è solo opere pubbliche, ma anche riforme. Quali sono le priorità di un ministro M5s?

La forza di uno Stato si valuta soprattutto da tre elementi: tribunali, ospedali e scuola. Le riforme e le risorse collegate li stanno potenziando. Su altre riforme, invece, procediamo a rilento, perché la conflittualità dei partiti sta crescendo in maniera esponenziale. Sulla riforma del catasto il centrodestra ha fatto melina. È stato scritto chiaramente che le tasse non aumenteranno. Il resto è propaganda.

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