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Giulio Regeni, promosso a generale uno dei torturatori egiziani. Insieme al popolo ucraino merita giustizia

I crimini di Stato russi contro Kiev si affiancano all’omicidio di Regeni in Egitto

La guerra, la guerra, che porcheria. Che macello. Lo scompiglio totale. Più nulla è al suo posto. Uccidere diventa legittimo. Non più parole ma solo grida, minacce e ordini. I nemici sono implacabili, assetati di sangue, dei veri selvaggi. Invece di allargare le nostre frontiere umane le restringiamo. Invece di avanzare ripieghiamo nella barbarie. L’uomo? Buono per uccidere, buono per crepare.

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