I bambini ucraini accolti nelle scuole di Capriva, Mariano, Romans e Villesse

Nelle classi dell’istituto comprensivo Celso Macor e alla Torre. Sono 50 le persone ospiti delle canoniche e in alloggi privati

CORMONS Sono più di 50 le persone provenienti dall’Ucraina che sono state accolte dai servizi messi in campo sul territorio da Arcidiocesi e Caritas diocesana di Gorizia. Alcune, dopo una breve permanenza, hanno poi continuato il loro viaggio verso altre zone d’Italia e d’Europa, mentre 40 – dopo un primo periodo trascorso al dormitorio Faidutti di Gorizia – sono state inserite all’interno di canoniche messe a disposizione delle parrocchie diocesane e in appartamenti liberi segnalati da privati cittadini.

Accanto ai pasti garantiti al Faidutti, per venire incontro alle famiglie meno abbienti che ospitano in maniera privata amici o parenti, viene offerta una “tessera straordinaria” degli Empori della Solidarietà. Attualmente in diocesi sono state messe a disposizione dalle parrocchie 19 canoniche, mentre 25 appartamenti vuoti sono stati segnalati da privati cittadini.

Ma la solidarietà parte anche dalle scuole. L’Istituto comprensivo Celso Macor di Romans d’Isonzo, grazie all’impegno di studenti, dirigenti, docenti e famiglie ha visto le scuole di Romans, Mariano, Villesse e Medea, promuovendo una raccolta di beni alimentari, di prodotti per l’igiene personale e di medicinali. I pacchi sono stati imballati dagli studenti nella sede di Mariano e gli scatoloni consegnati all’associazione Attic di Staranzano. Gli scatoloni sono ora in viaggio per raggiungere il paese in guerra.

La preside Donatella Gironcoli, i dirigenti scolastici Stefano Zulini e Alessia Tolloi, la rappresentante di classe delle famiglie Rachele Petrin hanno sottolineato che in tempi rapidi si è ottenuta un’ampia e generosa risposta. Ma non solo. L’istituto Celso Macor ha aperto le sue porte a otto alunni in fuga dall’Ucraina con le rispettive famiglie che sono venute a risiedere nel territorio. Sono stati accolti nella primaria di Mariano e Villesse e nelle secondarie di Romans e Mariano. «Stiamo cercando di fare tutto il possibile perché si sentano bene accolti – spiega la dirigenza scolastica – e siamo molto contenti che il loro inserimento sta andando nel migliore dei modi». Anche le amministrazioni comunali sono intervenute tempestivamente mettendo a disposizione un’ottima organizzazione e concedendo i servizi gratuiti di mensa e trasporto scolastico.

Analoga situazione a Capriva che ha accolto da qualche giorno nella propria scuola primaria “Torre” due bambini ucraini scappati con la propria mamma da Kiev. Si tratta di fratellino e sorellina: lui frequenta la quarta, mentre la bimba avrebbe dovuto essere iscritta all’ultimo anno di scuola dell’infanzia, ma le autorità scolastiche e comunali hanno preferito inserirla in prima elementare di modo che possa restare negli stessi spazi scolastici del fratello, e che possano dunque essere vicini. «I bambini hanno ricevuto una super accoglienza – racconta il sindaco Daniele Sergon – gli altri alunni li aspettavano con impazienza. Un grazie a tutti quelli che si sono prodigati per accoglierli: si sono già integrati molto bene».

La storia dei due fratellini è simile purtroppo a quella di tanti minori scappati da una terra falcidiata da bombe e dolore. «Sono scappati con la mamma da Kiev – prosegue Sergon – dove la loro casa è risultata inagibile a causa della guerra. Il papà non è potuto uscire dall’Ucraina, è rimasto là a supporto dell’esercito: non sono partiti nemmeno i nonni anziani, hanno preferito non andarsene dalle loro case nonostante la situazione difficile». I due bimbi ospiti a Capriva sono gli unici che al momento sono stati inseriti in una scuola dell’Istituto comprensivo di Cormons: il Comune, infatti, conferma come nelle scuole sotto il Quarin al momento non risultino iscritti bambini scappati dall’inferno ucraino. Ma la macchina della solidarietà è attiva da settimane sia a Cormons sia a Capriva in altre forme, grazie al lavoro di diverse realtà di volontariato che raccolgono fondi, cibo e medicinali a favore delle popolazioni colpite dalla guerra. —

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