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Venduti gli arredi di casa Gravisi, un pezzo di storia dell’Istria e dell’esodo

Gli oggetti portati a Trieste da Capodistria nel Novecento: smerciati quasi tutti i lotti. Il rammarico di esponenti di minoranza e diaspora

TRIESTE. Argenteria di più secoli, un mappamondo del Seicento, mobili veneti e Biedermeier. Oggettistica, volumi, una galleria di dipinti dal Seicento in poi - compresi i ritratti che raccontano la storia della famiglia - e una “Piazza San Marco” (che il capodistriano Francesco Semi volle attribuire al Canaletto) stimata 15-20 mila euro e venduta per 80.500.

Gli 89 lotti nei quali erano divisi gli arredi di una abitazione triestina sono andati venduti «al 90%: un successo clamoroso», commenta il direttore della casa d’aste triestina Stadion Furio Princivalli, dettato anche dai prezzi «interessanti» (solo una ventina i lotti a base d’asta sopra i mille euro) che hanno acceso la gara fra i numerosi acquirenti.

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