Folla a Cervignano per l’ultimo saluto a Debora, morta a 13 anni: “Ci ha lasciato tanto amore”

©katiabonaventura

CERVIGNANO. Una bimba con la forza di un gigante, uno scricciolo, come la chiamava papà Eros, che ha lottato fino all’ultimo contro quella malattia che se l’è portata via troppo presto. Aveva solo 13 anni. Il Duomo di Cervignano, ieri mattina, non è riuscito a contenere tutte le persone che hanno voluto salutare, purtroppo per l’ultima volta, la piccola Debora Del Longo, deceduta nella notte tra domenica e lunedì all’ospedale di Udine.

È stato necessario mettere a disposizione la sala parrocchiale, allestita con un maxi schermo, per permettere a tutti di assistere alla cerimonia funebre. Parenti, amici, compagni di scuola, insegnanti, colleghi dei genitori, rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine. La comunità si è stretta ai genitori della piccola Debby, Eros Del Longo, comandante della polizia locale di Udine, e Stefania Zottis, agente della polizia locale in servizio a Cervignano, e alla sorella maggiore. Sguardi persi nel vuoto tra i banchi della chiesa, occhi colmi di lacrime. C’era chi scuoteva la testa e chi si metteva le mani sul volto osservando il piccolo feretro bianco coperto dai fiori. Tanta la commozione per una bambina dal sorriso innocente strappata alla vita e all’amore dei suoi familiari. «Ancora non riesco a realizzare quello che è successo – le parole della sorella –. L’ho sempre stimata tanto e non sono mai riuscita a dirglielo. Resterà la mia piccola, che quando tornavo a casa da scuola trovavo seduta sul suo letto ad accogliermi. Ha sopportato tanto, anche troppo, e io spero di essere stata una brava sorella. Addio piccola guerriera. Tua sorella ti ama tanto. Ora non sei più incatenata da questa malattia, che ti ha tormentata e messa alla prova. Sei il mio piccolo angioletto, che terrò sempre vicino al cuore».

Debora frequentava la classe terza della scuola media Randaccio di Cervignano. I suoi compagni, ancora choccati, erano tutti presenti. «Eri dolce, solare, altruista e tanto coraggiosa – il loro ricordo di Debby –. Una persona da ammirare. Nonostante le tue difficoltà continuavi a pensare più agli altri che a te stessa. Avevi un cuore d’oro. Ci hai regalato tanti momenti speciali e abbiamo tanti ricordi da condividere assieme. Riuscivi a vedere sempre il buono nelle persone. Il destino ti ha strappata alla vita ma tu resterai sempre nei nostri cuori. Ti vogliamo tanto bene. Ciao Debora, buon viaggio». Le maestre della scuola dell’infanzia ricordano Debora come una bambina spensierata e felice. «Il ricordo che vogliamo tenerci nel cuore – le parole affidate a una lettera – è il tuo essere delicata, riservata ma allo stesso tempo coraggiosa. Signore, sappiamo che Debora è già tra le tue braccia».

Don Sinhue Marotta, paroco di Cervignano, che ha celebrato la cerimonia funebre, accompagnata dal Coro 9.30, assieme al diacono di Udine, Mario Pulvirenti, insegnante di religione della piccola Debora, nella sua omelia ha ricordato che la vita è un dono prezioso. «Se il passaggio di Debora su questa terra – le parole del sacerdote – ha lasciato più amore dietro di sé, anche se intriso di lacrime, allora forse c’è un disegno, anche nella sua breve vita luminosa, nel suo bel sorriso, nell’amore per la musica e nelle battute che sapeva fare anche dal letto dell’ospedale. Abbiamo ricevuto Debora come dono prezioso dal Signore e ora la rimettiamo nelle sue mani perché le dia la vita eterna, la tenga con sé e ci attenda, magari con un bel sorriso e una bella battuta, in Paradiso». Un lungo applauso e tanti abbracci, prima dell’ultimo saluto a Debby. Poi il silenzio.—

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