Alternanza scuola – lavoro, studenti in Regione per chiedere sicurezza

I portavoce degli studenti regionali nel corso dei lavori della VI Commissione consiliare permanente, riunita per ospitare una serie di audizioni dedicate al tema della sicurezza nei Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento

TRIESTE La sicurezza, anche sotto il profilo psicologico, deve procedere di pari passo con la formazione. Sono perciò necessari corsi approfonditi e una preparazione meticolosa, anche nei confronti dei tutor, senza dimenticare una revisione degli strumenti atti a garantire la salute degli studenti, insieme a una cultura dei diritti del lavoro e percorsi realmente volti all'orientamento.

Lo hanno chiesto i portavoce degli studenti regionali nel corso dei lavori della VI Commissione consiliare permanente, presieduta da Giuseppe Sibau (Progetto Fvg/Ar) e riunita per ospitare una serie di audizioni in modalità telematica, dedicate al tema della sicurezza nei Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (Pcto).

L'audizione dei giovani interlocutori, contestuale a quella dei vertici dell'Ufficio scolastico regionale e a un rappresentante dei dirigenti scolastici, ha dato vita a un incontro caratterizzato da numerosi interventi dedicati allo scenario legato alla sicurezza dei percorsi scuola-lavoro.

Ciò anche alla luce di alcune recenti esperienze luttuose che hanno lasciato un profondo segno nei cuori dei partecipanti, provocando quello che Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), promotore dell'incontro, ha definito 'un processo di riflessione molto ampio, anche a livello nazionale. Era dunque necessario il coinvolgimento diretto dei principali portatori di interesse'.

Le attività ospitate dall'aula consiliare sono state aperte da alcune precisazioni dei dirigenti dell'Ufficio scolastico regionale che, alla presenza dell'assessore regionale a Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia, Alessia Rosolen, hanno dettagliato in merito alle differenze tra formazione professionale presso un ente, contratti di apprendistato, sistema duale, alternanza scuola-lavoro e attività nell'ambito dei Pcto, ricordando anche i tre indirizzi (licei, istituti tecnici e istituti professionali) coinvolti nel sistema dell'istruzione.

Di seguito, Oliviero Barbieri (dirigente scolastico dell'Isis Bassa Friulana di Cervignano, esperto nella formazione dei docenti tutor) ha evidenziato la grande attenzione riservata 'alla sicurezza e alle procedure per garantirla. Anche gli allievi vengono sottoposti a una preparazione generale e una specifica preventive, per poi trovarne una ulteriore anche in azienda. Ritengo che i percorsi siano graditi e molti giovani si sono mobilitati non come forma di contestazione verso la modalità formativa, ma per esprimere solidarietà alla famiglia del coetaneo mancato'.

Beatrice Bertossi (Movimento studentesco per il futuro) ha invece sottolineato come 'gli studenti siano spesso impreparati e, quindi, incapaci di sfruttare a fondo l'esperienza. C'è una carenza di attività laboratoriali, mentre sono necessari tavoli specifici e un miglioramento della comunicazione riguardo una sicurezza che non va intesa solo sul piano fisico, ma anche su quello psicologico. I corsi sulla sicurezza sono spesso parziali e inadeguati, perché non allineati alle specificità delle attività. Serve una revisione radicale di questi strumenti, ormai inadeguati'.

La collega Ambra Canciani (Unione degli Universitari Udine) ha ribadito che 'la sicurezza va di pari passo con la formazione. Punto cardine è infatti il valore formativo del Pcto e di tutti i percorsi affini: non bastano le norme, ma urge un efficace controllo nell'applicazione delle stesse e la loro conoscenza da parte di chi coordina e di chi lavora. Pcto, tirocini e percorsi formativi devo costituire un'opportunità di crescita e di conoscenza, non una sorta di ufficio di collocamento'.

Alice Rossi (Link Trieste) ha rimarcato il fatto che 'dovremmo ragionare su un percorso di reale crescita personale e non sulla preparazione dei giovani al ruolo di produttori di reddito. Il mondo accademico, quindi, deve essere separato da quello del lavoro, senza sacrificare tempi di studio per esperienze troppo spesso non formative. Una Carta dei diritti, in tal senso, sarebbe preziosa'.

Marco Nimis (Rete degli Studenti medi Udine) ha portato il discorso sulla necessità 'di prenderci tutti una responsabilità politica. La prima richiesta, alla luce dei tragici incidenti, riguarda una sospensione momentanea di tutti i percorsi di Pcto non necessari, finché il ministero non aprirà un dibattito con gli studenti. L'allievo deve imparare a lavorare dentro la scuola con laboratori, macchinari e pratiche che richiedono investimenti seri in un ambiente sicuro e sorvegliato. Altrimenti, il lavoro manuale diventa manodopera. Altro grosso problema - ha aggiunto - riguarda la figura del tutor. La manifestazione in memoria di Lorenzo è stata sì di vicinanza alla famiglia, ma anche un grido di rabbia'.

Isabella Trettenero (vice coordinatore dei presidenti delle Consulte provinciali degli Studenti) ha quindi auspicato 'una forte attenzione ai corsi di sicurezza, prima linea di contatto per gli studenti con questo percorso, talvolta sottovalutata o lasciata all'autoformazione. Dovrebbero essere più formativi, sensibilizzando i giovani anche alla conoscenza dei diritti dei lavoratori'.

Teresa Tassan Viol, presidente dell'Associazione nazionale Presidi Fvg, ha chiuso la serie delle audizioni definendo quello in discussione 'uno dei tasselli per il rinnovamento della scuola italiana. È infatti necessario farla uscire dal suo sancta sanctorum per poi entrare nella vivacità del territorio e delle realtà sociali, culturali, associative e professionali. Le finalità devono restare formative e integrarsi con quelle svolte all'interno della scuola. L'esperienza del fare, abbinata a quella del conoscere e dell'essere'.

Gli interventi dei consiglieri regionali, immediatamente dopo, sono stati rilanciati dalle parole di Alessandro Basso (FdI) che, nel ripercorrere il tema anche a livello cronologico, ha espresso alcune perplessità riguardo alcuni toni emersi in precedenza, definendo necessaria 'una taratura diversa. Il tema non può essere smontato dalla piazza, dai movimenti collettivi o dai social ma, piuttosto, qualora necessario modificato, implementato e rivisto dalle Istituzioni.

Se, nel nostro Paese, esiste un ambiente dove prevale l'attenzione per il benessere psicologico è proprio il mondo della scuola: lo dobbiamo a insegnanti e operatori'.

A tale proposito, la dem Chiara Da Giau ha espresso il suo dissenso, ribadendo 'l'utilità di una seduta per nulla strumentalizzata. Il punto di vista degli studenti offre invece un'occasione di formazione anche per noi: esposizioni tranquille e documentate, espressione di democrazia. Elementi interessanti riguardano altresì la tutela oggettiva (ambienti che accolgono le attività) e quella soggettiva (formazione). È necessario uno standard garantito e il modo per certificare e identificare in maniera chiara i luoghi in cui possono andare e quelli dove non è opportuno. Dobbiamo offrire ai ragazzi la conoscenza di tutte le possibilità per discernere la loro vocazione, decidendo come percorrerla per realizzare sé stessi'.

Mauro Capozzella (M5S) si è invece focalizzato sulla speranza che 'l'obiettivo sia stato proprio quello di dare una risposta all'istanze delle piazze. Molto precise, mature e puntuali. Io ne porto a casa due: l'aiuto nella gestione dello stress da lavoro correlato e la formazione in termini di cultura dei diritti dei lavoratori'. Honsell, dal canto suo, ha ringraziato la Commissione per aver consentito 'agli ospiti di esprimere un'opinione che troppo di rado viene sentita, pur essendo i protagonisti. Tutti hanno offerto spunti che necessitano di profonda riflessione. Dispiace che alcuni consiglieri abbiano interpretato l'impegno come il tentativo di ottenere facile consenso. Nulla di più lontano. Anche perché non bastano gli interventi puntuali, ma servono piuttosto gli automatismi. Non si può aspettare una tragedia e poi parlare di sfortuna, anche se non esiste un'unica risposta e i percorsi che vanno in molte direzioni diverse'.

Il leghista Stefano Turchet, infine, ha fatto menzione delle sue esperienze di tutor didattico, aggiungendo che 'oggi questi percorsi di alternanza scuola-lavoro sono sicuri e costituiscono un'eccellenza per la nostra regione. Le imprese sono state selezionate e si assumono una responsabilità importante, anche attraverso il tutor aziendale (diverso da quello didattico, caratterizzato da funzioni importanti). Ho sentito interventi molto critici, ma mettere mano alla norma non ha senso. L'obiettivo - ha concluso - è sempre l'inserimento nel mondo del lavoro, ma i ragazzi sono anche sensibilizzati a proseguire il percorso di istruzione. Sarebbe interessante offrire ai consiglieri l'opportunità di visitare i luoghi dove si svolgono tutte queste attività e gli stage'.

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