Guida agli sconti fiscali. Non solo 110 per cento: dagli ascensori ai mobili tutte le novità del 2022

TRIESTE Ci sono conti e conti quando si parla di casa e bonus. Perché se prendiamo quelli elaborati dal Cresme e presentati al Parlamento nelle scorse settimane, scopriamo che alla fine del loro arco di validità (a partire dal 1998), gli incentivi nel settore dell’edilizia avranno originato un saldo positivo per il Paese di 36 miliardi di euro. Se invece consideriamo il lato oscuro legato alla cessione dei crediti fiscali, la piaga dell’illegalità ha inciso finora per 4,4 miliardi, quanto valgono le frodi scoperte nel settore. Il risultato più evidente, per il 2022, è una revisione dei criteri che stanno alla base della consegna a terzi del risparmio in cambio dell’anticipazione dei fondi per i lavori, mantenendo però inalterato l’impianto generale delle agevolazioni così come entrato in vigore il 1° gennaio.

Le novità

A parte l’universo crediti, le novità maggiori di quest’anno riguardano un inserimento e due tagli: nasce l’incentivo al 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche; scende invece dal 90 al 60% il bonus facciate e torna a 10 mila euro il tetto massimo detraibile per chi acquista mobili ed elettrodomestici nell’ambito di un intervento di ristrutturazione edilizia. La vera, grande rivoluzione, però è sul fronte della cessione dei crediti fiscali, facoltà introdotta nel maggio 2020 dal decreto Rilancio contestualmente alla nascita del Superbonus. Una soluzione valida non solo per il maxi incentivo legato alla riqualificazione energetica degli edifici, ma anche per una serie di altre agevolazioni esistenti da tempo, come l’ecobonus al 65% o quello sulle ristrutturazioni al 50%.

Le nuove regole

Le nuove regole più severe per la cessione del credito a terzi in cambio dello sconto in fattura non ne cambiano la sostanza.

Il Superbonus era e rimane il padre di tutti gli incentivi per la ristrutturazione e il rinnovamento della casa, ma anche nel 2022 gli incentivi per l’abitazione sono moltissimi. Se parliamo di 110%, richiederlo è una corsa a ostacoli.

Il primo è la verifica del salto di due classi energetiche, prerequisito necessario per poterne beneficiare. Per non fare errori, meglio affidarsi a un ingegnere termotecnico, che valuti la classe energetica della casa e consigli gli interventi giusti.

Contemporaneamente bisogna trovare un esperto fiscale che faccia tutte le verifiche del caso e capisca se abbiamo diritto o meno alla detrazione, e che apponga su tutti i documenti, fatture e bonifici, il visto di conformità. In caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, la responsabilità sarà dell’esperto. Un’altra figura indispensabile è l’asseveratore che, a fine lavori, assevera il miglioramento di due classi energetiche e che in genere coincide con il tecnico che ha seguito i lavori. Tre specialisti per tre diverse fasi del lavoro.

«Altrimenti, per rendere le cose più semplici, possiamo ricorrere a una sola persona che tenga le fila di tutto, un supervisore dei lavori esterno, che poi è lo stesso direttore dei lavori», è il consiglio di Tatiana Oneta, fiscalista di Altroconsumo. Ricordando che le spese, anche quelle del professionista o dei professionisti coinvolti, sono detraibili al 110%. Al posto della detrazione in dichiarazione dei redditi è possibile ottenere uno sconto di pari importo in fattura, applicato direttamente dal fornitore. A causa delle numerose frodi, il governo ha stabilito che, una volta ceduta la detrazione, il ricevente la può cedere soltanto a banche, intermediari finanziari o imprese di assicurazione. Dal 1° maggio l’Agenzia delle Entrate assegnerà un codice univoco alla somma ceduta, che diventa indivisibile e può essere oggetto al massimo di altre due cessioni.

Le novità di quest’anno

La legge di Bilancio 2022 (che conferma gran parte degli incentivi, riducendo dal 90 al 60% il bonus facciate e il tetto del bonus mobili da 16 mila a 10 mila euro) introduce anche una nuova agevolazione, la detrazione Irpef del 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche, a cominciare dalla costruzione di ascensori e montacarichi. La detrazione - spiega l’Agenzia delle Entrate - va calcolata su un importo complessivo non superiore a 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o le unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti e che abbiano uno o più accessi autonomi dall’esterno; 40.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari; 30.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di 8 unità immobiliari.

La detrazione - dettaglia sempre il Fisco - spetta anche per gli interventi di automazione degli impianti degli edifici e delle singole unità immobiliari funzionali ad abbattere le barriere architettoniche nonché, in caso di sostituzione dell’impianto, per le spese di smaltimento e bonifica dei materiali e dell’impianto sostituito.

Attenzione ai doppioni, perché le spese dell’ascensore possono essere incluse anche nel Superbonus 110%; così come molti degli interventi ammessi nell’Ecobonus possono dare diritto anche al Superbonus. Le detrazioni non sono cumulabili, ma alternative tra loro. Avverte Oneta: «In caso di interventi che danno diritto al Superbonus del 110% svolti insieme ad altri interventi che beneficiano dell’Ecobonus al 110%, è possibile estendere la detrazione massima anche a questi ultimi, nel rispetto dei limiti di spesa consentiti».

BONUS IN PILLOLE

La massima detrazione in 4 annualità

È una detrazione, ripartita in 4 annualità fiscali, che permette di recuperare il totale della spesa sostenuta più un ulteriore 10% (ma nel caso di cessione del credito, ovviamente, il 110% si riduce). Vale per le spese in interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, riduzione del rischio sismico purché nel complesso assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche.

Sismabonus: spese fino a 96mila euro

A seconda del tipo di intervento, consente di recuperare dal 50% all’85% delle spese sostenute per misure antisismiche e opere di messa in sicurezza statica. Gli immobili devono essere nelle zone sismiche 1 e 2 o 3 nei limiti dell’ordinanza della presidenza del Consiglio numero 3274 del 20/3/2003. Il limite massimo di spesa è 96 mila euro, la detrazione è ripartita in 5 annualità.

Ecobonus

L’Ecobonus prevede la detrazione dal 50 al 65%, in 10 rate annuali, per efficientamento energetico di singole unità abitative; del 70% per interventi condominiali che riguardano l’involucro su una superficie lorda sopra il 25% con limite di spesa 40.000 euro per unità abitativa; del 75% se l’intervento migliora la prestazione estiva e invernale (limite 40 mila euro). Bonus validi fino a fine 2024. Dal 2025 detrazione al 36% su singole unità e sui condomini, per entrambe spesa massima 48.000 euro.

Facciate: il limite è sceso al 60%

Detrazione prevista per le spese di restauro e recupero delle facciate degli edifici: quest’anno l’incentivo è sceso dal 90 al 60%. Sono inclusi anche solo i lavori di pulitura o tinteggiatura, senza limite di spesa massimo. Come nel caso delle spese per le ristrutturazioni e degli altri bonus, il pagamento va eseguito con bonifico parlante (indica codice fiscale del beneficiario, codice fiscale e partita Iva di chi esegue il versamento e riferimento, nella causale, alla legge che regola l’agevolazione).

Ristrutturazione edilizia: recupero del 50%

Valida per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024, la detrazione, del 50% e su un limite massimo di spesa di 96 mila euro, deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Vale per i lavori di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia e possono beneficiarne i proprietari, gli inquilini o altri titolari di diritti sull’immobile. A partire dall’1 gennaio 2025, è previsto che la detrazione torni al 36% su una spesa massima di 48 mila euro.

Grandi elettrodomestici: almeno di classe A

Recupera il 50% della spesa per comprare mobili ed elettrodomestici di alta classe energetica (almeno A+, A per i forni) destinati a un immobile per cui si è usato il bonus ristrutturazioni. La detrazione è divisa in 10 rate annuali. Nel 2022 il limite di spesa è 10.000 euro (sceso da 16 mila), nel 2023 e 24, si riduce a 5.000. I lavori devono essere cominciati prima dell’acquisto dei mobili: è sufficiente la comunicazione di inizio lavori, al Comune o all’Asl, oppure una fattura anche parziale dell’intervento eseguito.

Per giardini e verde c’è il risparmio del 36%

Copre i lavori dal 2018 al 2024 per sistemare aree verdi private o condominiali, con una spesa massima di 5.000 euro e un recupero del 36%. Sono detraibili, ad esempio, un impianto di irrigazione con cisterna o la trasformazione di un cortile, o di una sua parte, in giardino. Non sono detraibili l’acquisto di vasi, il cambio di recinzione o la manutenzione ordinaria. In caso di vendita, salvo diversi accordi, la detrazione non utilizzata è trasferita all’acquirente.

Acqua di miglior qualità con il credito d’imposta

7 Credito d'imposta del 50% delle spese sostenute per l'acquisto e l'installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare. L’importo massimo delle spese su cui calcolare l’agevolazione è fissato a 1.000 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche 5.000 euro per immobili adibiti all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Più sicurezza in casa: costi detraibili a metà

Copre le difese della casa contro gli atti illeciti commessi da terzi (porte blindate, inferriate, allarmi) appure anche le migliorie di queste difese, come una nuova serratura per la porta blindata. Il limite massimo di spesa è di 96.000 euro. Il rimborso della detrazione Irpef avviene in 10 quote annuali. Il bonus comprende l’esecuzione dei lavori ma anche la progettazione, l’acquisto dei materiali, la messa a norma degli impianti, le perizie e i sopralluoghi.

Aria condizionata: due strade e due sconti

Offre una detrazione del 50% in caso di nuova installazione, o del 65% in caso di sostituzione del condizionatore vecchio, è possibile ottenerlo anche senza ristrutturazione edilizia, a patto che sia un condizionatore a pompa di calore. La detrazione è valida fino a fine anno senza limiti Isee. Entro 90 giorni, bisogna comunicare all’Enea, tramite sito internet, la classe energetica e la potenza elettrica del sistema. In alternativa, è possibile chiedere uno sconto in fattura.

© RIPRODUZIONE RISERVATa

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Troppa emozione per la proposta di matrimonio: la futura sposa vede l'anello e sviene

Bruschette integrali con fagioli e zucchine marinate

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi