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La terapia del teatro aiuta a superare anche il Parkinson

Il progetto nasce da una richiesta dei malati Domani a Gorizia c’è la prima regionale

Marco Bisiach
1 minuto di lettura

l’iniziativa



Sul palco e sotto i riflettori per mettersi alla prova, raccontare e raccontarsi, incontrare l’altro e dire che la paura e la fatica, che ci sono, non riescono ad essere più forti del coraggio e della voglia di vivere. Oltre la malattia. Sono pronti a calcare la scena gli otto attori d’eccezione, malati di Parkinson e utenti dell’associazione isontina “La Farfalla”, che hanno preso parte ad uno speciale laboratorio di teatro sociale curato dall’associazione e compagnia teatrale Fierascena , grazie al sostegno e al finanziamento della Regione.

Il laboratorio fa parte del progetto “Essenziale” e sfocia ora in una serie di spettacoli dal titolo “Corro più di te”. Le rappresentazioni andranno in scena in diverse città della regione, a partire da Gorizia. Il primo appuntamento, domani alle 18.30, è nella casa delle associazioni di via Vittorio Veneto. A seguire ci saranno (sempre alle 18.30) gli spettacoli alla Polveriera napoleonica di Palmanova (18 febbraio), alla sala parrocchiale S. Elisabetta di Fogliano Redipuglia (23 febbraio), alla parrocchia San Giuseppe di Monfalcone (25 febbraio) e, in marzo, anche le tappe di Romans e Udine. Le performance sono il frutto di una serie di incontri di teatro sociale realizzati dallo scorso ottobre dall’attrice e regista Elisa Menon, con lo scopo di favorire il benessere fisico ed emotivo dei partecipanti, ma anche la socialità e l’espressione creativa. Combattendo quella sorta di stigma sociale che il Parkinson, ancora, porta con sé. «È significativo anche il modo in cui quest’avventura è iniziata – racconta Menon –. Sono stati gli stessi utenti a proporsi. In particolare uno di loro, Mauro, mi ha contattata dopo aver saputo di altri progetti che avevamo portato avanti, e mi ha espresso tutta la sua e la loro voglia di partecipare ad un’esperienza simile. E dopo averla vissuta io ho detto loro che sono una delle cose più belle che ho mai visto».

Agli incontri hanno partecipato una quindicina di malati, ma in scena andranno in sei, affiancati da altri due che hanno girato dei video che saranno proiettati durante lo spettacolo. Uno spettacolo delicato, allegro, dolce e diretto, i cui testi sono in gran parte degli stessi protagonisti, che raccontano la loro quotidianità, il modo di affrontare la malattia, ma anche come sono capaci di recuperare la vita, giorno dopo giorno, tra fatica e entusiasmo mai domo. «Il tutto, è chiaro, con al fianco i loro cari, ma anche le persone che li affiancano e sostengono», conclude Menon aggiungendo: «Io ho imparato tanto in questi mesi». —

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